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Attualità mercoledì 02 novembre 2016 ore 16:00

La Toscana delle opere incompiute

Il Movimento 5 Stelle lancia il focus sulle opere incompiute toscane. Giannarelli: "Basta grandi opere, pensiamo a quelle mai finite"



FIRENZE — La Toscana, secondo un focus pubblicato sul Sole 24 ore, sarebbe l'ottava Regione italiana per opere incompiute. E il Movimento 5 stelle della Toscana, attraverso una mozione in discussione nel prossimo Consiglio Regionale, chiede al presidente Enrico Rossi di riferire sullo stato della situazione che vede la Toscana ottava regione peggiore sul tema.

“Nel Programma regionale di sviluppo 2016-2020 si completino le piccole opere infrastrutturali diffuse sul territorio e col risparmio del blocco delle grandi opere si mettano in sicurezza gli edifici pubblici, scuole in primis”, ha detto in conferenza stampa Giacomo Giannarelli, consigliere regionale M5S vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio e primo firmatario della mozione.

“L’incapacità Pd nel governo del territorio è quella posizione segnalata dal Sole24 Ore: Toscana 8a Regione italiana per opere incompiute. Sono 33 secondo l’anagrafe nazionale, che pesano nelle nostre casse pro quota parte dei circa 2 miliardi l’anno nazionali complessivamente sprecati a causa di tale malgoverno. Ma i numeri delle incompiute sono ben più alti di questi. Se richiamiamo la Regione al ruolo prescritto dall’art. 117 della Costituzione, cioè il governo del territorio, sono più di cento gli ecomostri, i progetti lasciati a metà a rovinare un paesaggio che è il nostro patrimonio principale” ha detto Giannarelli in conferenza stampa.

Tra gli esempi citati dal consigliere regionale M5S la variante alla SR 429 nel tratto Empoli Castelfiorentino, dove mancano ancora il 20 per cento dell’opera e 7,7 milioni di euro a dieci anni dal bando, o l’incredibile caso della Nuova Sede della Provincia di Siena: 68 per cento dei lavori eseguiti, "11,2 milioni già spesi per un cantiere che ci chiediamo se mai finirà visto che mancano 3,4 milioni all’appello, l’ente non ha fondi e per qualche Ministro addirittura non esiste più”, ha detto Giannarelli.

“Abbiamo casi emblematici come l’argine del Torrente Aulella, 1,2 milioni per non aver nemmeno iniziato i lavori, oppure l’incredibile svincolo Monteroni-Isola D’Arbia-Monsindoli della Cassia dove dopo 8 anni, 44 milioni di euro spesi, abbiamo solo il 16,52 per cento dell’opera realizzato e lo splendino panorama delle colline è deturpato dai pilastri lasciati lì in abbandono. Per non parlare del celebre bypass del Galluzzo, dove giornalmente perdono ore del loro tempo migliaia di cittadini toscani: 60 milioni spesi nei 17 anni di realizzazione e il miraggio di un’inaugurazione sempre … prossima” ha aggiunto Giannarelli.

“Nell’elenco delle incompiute è necessario ricordare anche la tratta ferroviaria Siena-Grosseto: nel 2016 ancora a binario unico, non elettrificata. Oltre ai disagi ovvi, la conseguenza più nefasta di questa incompiuta è che basta un evento atmosferico avverso, ad esempio una pioggia intensa, per bloccare la linea, come accaduto nel 2013 nella zona “La Befa”. Un problema risolto con 3 milioni di euro di investimento. Perché da anni si parla del raddoppio e della elettrificazione e si è preferito investire nella follia del sottoattraversamento TAV Firenze ben 774 milioni di euro? Incapacità di governo per chi ha amministrato quei territori e la Toscana in tutti questi anni” ha precisato il vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio.


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