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Attualità mercoledì 11 novembre 2020 ore 00:50

La Toscana si risveglia arancione e tira dritto

Entrano in vigore oggi le nuove restrizioni per il rischio Covid medio alto. Resteranno valide per 15 giorni. L'ipotesi lockdown generale



FIRENZE — Da oggi la Toscana è in zona arancione con rischio Covid medio alto, per la diffusione molto elevata dell'epidemia e per l'affanno mostrato dai servizi sanitari regionali nel sostenere l'onda d'urto dell'emergenza, sia negli ospedali, alcuni sono vicini alla saturazione, che sul territorio. Il provvedimento resterà in vigore per 15 giorni.

Il presidente della Regione Eugenio Giani, quando il ministro della salute Speranza lo ha informato un paio di giorni fa del passaggio dalla zona gialla a quella arancione, non ha fatto polemiche. "Mi fido del Comitato tecnico scientifico - ha detto Giani - e non mi preoccupo di ritornare velocemente in zona gialla oppure no, la mia preoccupazione è quella di fare gli interventi necessari per alleggerire la pressione sugli ospedali. Stiamo facendo un lavoro certosino di individuazione di spazi da trasformare in luoghi di cura, dove il paziente Covid possa essere curato e assistito nel miglior modo possibile. Continuiamo a lavorare senza fare tanti discorsi".

Insieme alla Toscana sono passate oggi in zona arancione anche la Liguria, l'Umbria, la Basilicata e l'Abruzzo e vanno ad aggiungersi alla Puglia e alla Sicilia, in zona arancio già dal 6 Novembre. Restano invece in zona rossa - quella con le maggiori restrizioni - almeno fino ai primi di Dicembre la  Lombardia, il Piemonte, la Calabria, la Valle d'Aosta e la Provincia autonoma di Bolzano. E siamo a 11 regioni e una provincia autonoma in confinamento più o meno duro.

Ma è vero che in realtà si profila all'orizzonte un nuovo lockdown generale da metà Novembre? E' chiaro che dipenderà da come il contagio evolverà nei prossimi giorni ma, al momento, sia il governo che le forze di maggioranza sono orientati ad escluderlo

Molto più probabile il passaggio in zona arancione o rossa di altre regioni ovvero Campania, Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, dove il rischio Covid è oggi moderato ma in peggioramento. Con queste quattro, le regioni sottoposte a misure restrittive salirebbero così a 15 più la Provincia autonoma di Bolzano e magari qualche altra zona rossa circoscritta a città o aree metropolitane dove il contagio sta andando fuori controllo.

Concludendo, non ci resta che attendere, indossando la mascherina, rispettando le distanze di sicurezza e memorizzando le nuove regole della zona arancione. Eccone, qui sotto, una sintesi (in neretto le novità).

- Vietato circolare dalle ore 22 alle ore 5 del mattino, salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute autocertificati.

- Vietati gli spostamenti in entrata e in uscita da una Regione all'altra e da un Comune all'altro, salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute, necessità. Raccomandazione di evitare spostamenti non necessari nel corso della giornata all'interno del proprio Comune.

- Bar e ristoranti chiusi al pubblico 7 giorni su 7 ma con possibilità di restare aperti solo con il servizio di asporto, fino alle ore 22, e per la consegna a domicilio, in questo caso senza restrizioni di orario a parte la fascia del coprifuoco.

- Chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole al loro interno.

- Chiusura di musei e mostre.

- Didattica a distanza per tutte le classi delle scuole superiori, fatta eccezione per gli studenti con disabilità e in caso di uso di laboratori; didattica in presenza per scuole dell'infanzia, scuole elementari e scuole medie. Chiuse le università, salvo alcune attività per le matricole e per i laboratori.

- Riduzione fino al 50% per il trasporto pubblico, ad eccezione dei mezzi di trasporto scolastico.

- Sospensione di attività di sale giochi, sale scommesse, bingo e slot machine anche nei bar e tabaccherie.

- Restano chiuse piscine, palestre, teatri, cinema. Restano aperti i centri sportivi all'aperto ma con divieto di utilizzare gli spogliatoi.

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