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martedì 23 luglio 2019

Attualità lunedì 20 giugno 2016 ore 16:25

Ogni minuto inizia l'incubo per 24 migranti

In 65 milioni si sono messi in viaggio nel 2015 per fuggire da guerre e persecuzioni secondo i dati resi noti nel convegno dell'Unchr a Firenze



FIRENZE — Il dramma è noto, spesso ignorato, sicuramente enorme. Lo dicono i numeri. "Le persone costrette alla fuga nel 2015 sono state 65 milioni, contro i 59 del 2014. Si tratta di 24 ogni minuto. Complessivamente è un numero maggiore di quello dell''intera popolazione di Francia o Regno Unito o della stessa Italia. E la metà sono bambini". A parlare, nell'evento organizzato in occasione della giornata mondiale del rifugiato in palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, è stato il delegato dell'Unhcr, l''Agenzia dell''Onu per i rifugiati, per il sud Europa, Stephane Jaquemet. 

In altre parole, anzi continuando con i numeri, tutto questo significa che "una persona ogni 113 nel mondo è costretta alla fuga. Negli ultimi 5 anni è stato un incremento esponenziale nel loro numero a causa delle crisi che durano più a lungo, penso a quelle in Somalia e Afghanistan iniziate trenta e quaranta anni fa, e per la maggiore frequenza con cui si verificano". 

E quella che l'Europa definisce un'emergenza capace di far tremare l'impianto stesso dell'Unione, è caratterizzata da cifre che per quanto alto non lo sono mai quanto quelle sopportate da altri Paesi. Il delegato Unchr, infatti, ha sottolineato che l'Europa ha vissuto, sì, il problema di dover accogliere un milione di profughi, ma ha anche osservato come la maggior parte dei rifugiati, l'86 per cento, si trova in Paesi a medio o basso reddito vicini a Paesi in situazione di conflitto. La Turchia, con 3 milioni di rifugiati, è il principale Paese ospitante nel mondo, mentre il Libano ha il più alto rapporto (183 ogni mille abitanti) tra rifugiati e popolazione residente. 

Alla fine è arrivato il ringraziamento per  "il governo italiano per l''encomiabile sforzo profuso nelle operazioni di recupero in mare condotte in maniera continuativa negli ultimi anni e che hanno permesso di salvare migliaia di vite. Tuttavia il Mediterraneo si conferma come rotta migratoria letale e per questo occorre non abbassare la guardia, visto che quest''anno sono già 3 mila i morti in mare".



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