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Attualità sabato 18 marzo 2023 ore 11:28

Spesa al risparmio, ecco i prodotti di stagione

Sono le primizie a cambiare la spesa delle famiglie toscane, dai mercati contadini alla grande distribuzione è caccia alla filiera stagionale



FIRENZE — Arriva la primavera e cambia il carrello della spesa con alcune offerte legate ai prodotti di stagione, i più consigliati dai nutrizionisti ma anche i più sicuri per la filiera corta che taglia la concorrenza delle importazioni. 

Con la fine dell’inverno e il cambio di stagione oltre 8 italiani su 10 (82%) colgono l’occasione delle primizie per rinnovare il menu, secondo l’indagine on line di Coldiretti.it divulgata in occasione dell’ultimo week end prima della primavera dedicato da Campagna Amica.

Coldiretti spiega che "La verdura comperata direttamente dal contadino può arrivare a durare fino ad una settimana in più non dovendo affrontare lunghe distanze per il trasporto prima di arrivare nel punto di vendita".

Quali sono i prodotti di stagione

Sui banchi dei contadini ci sono fragole, asparagi, zucchine, agretti, carciofi e insalate.

Non mancano le erbe spontanee che arrivano quest’anno sui banchi dei mercati in forte anticipo a causa di un inverno anomalo.

La spesa fuori porta

Asparagi selvatici e le erbe spontanee fanno parte anche della tradizionale "spesa fai da te" con le famiglie in gita fuori porta lungo i sentieri della campagna toscana.

Calo di vendite nel 2022 per frutta e verdura 

La novità stravolge gli acquisti di frutta e verdura che nel 2022 hanno fatto segnare il record negativo da inizio secolo con un quantitativo pari a 5,47 milioni di tonnellate, l’8,6% in meno rispetto ai 5,98 milioni del 2021, secondo l’analisi della Coldiretti su dati CSO Italy e rischia di stravolgere la dieta Mediterranea che ha consentito agli italiani di raggiungere record di longevità. "Il calo negli acquisti di ortofrutta rischia di far schizzare la spesa sanitaria del paese, con conseguenze anche sui conti pubblici" secondo Coldiretti.

Alle barriere commerciali si aggiungono i danni causati dalla concorrenza sleale – denuncia Coldiretti – con quasi 1 prodotto alimentare su 5 importato in Italia che non rispetta le normative in materia di tutela della salute e dell’ambiente o i diritti dei lavoratori vigenti nel nostro Paese, spesso spinto addirittura da agevolazioni e accordi preferenziali stipulati dall’Unione Europea. Un esempio sono le nocciole dalla Turchia, su cui pende l’accusa di sfruttamento del lavoro delle minoranze curde. Ma ci sono anche l’uva e l’aglio dell’Argentina e le banane del Brasile gravati da pesanti accuse del Dipartimento del lavoro Usa per utilizzo del lavoro minorile ma con i quali l’Ue ha comunque avviato l’accordo commerciale di libero scambio Mercosur.

“E’ necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute, secondo il principio di reciprocità” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.


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