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Attualità giovedì 24 novembre 2016 ore 14:23

Toscana terra di riforme illuminate

Festa della Toscana dedicata al Granduca Pietro Leopoldo, all'abolizione della pena di morte. Il monologo di Simone Cristicchi contro la pena capitale



FIRENZE — Il Consiglio regionale della Toscana si prepara a celebrare l'edizione 2016 della Festa della Toscana, istituita nel 2000 per ricordare che il 30 novembre 1786, 230 anni fa, la Toscana per prima al mondo, abolì la pena capitale e la tortura, per volontà proprio di Pietro Leopoldo. 

La Toscana vive così il suo momento solenne, per i diritti civili e la tolleranza e la vita umana. Ma sarà anche focalizzato l'aspetto di chi ne fu l'artefice, il Granduca Pietro Leopoldo. 

Artefice anche di grandi opere: dalla strada dell'Abetone del Brennero, alle bonifiche della Valdichiana e della Maremma, e lo svuotamento del lago di Bientina. 

Le iniziative cominciano con il consueto "Palazzo aperto" domenica 27 novembre, e la seduta solenne del Consiglio regionale mercoledì 30 novembre. Saranno presenti il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, e il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani. Alle 11 ci sarà una performance del Teatro della compagnia. Poi l'anteprima internazionale del cortometraggio Eye for an Eye, il monologo inedito di Simone Cristicchi "L'ultimo condannato" e la consegna del riconoscimento all'Associazione nessuno tocchi Caino e alla comunità di Sant'Egidio. 

Non solo, il 30 novembre il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, prima dell'assemblea solenne, sarà a Cascina per portare una corona di fiori sulla tomba di Gregory Summers, lo statunitense giustiziato nel carcere di Huntsville, in Texas. Greg, prima di morire giustiziato, chiese al presidente degli Stati Uniti di essere tumulato in Toscana, perché fu condannato proprio il 30 novembre, giorno in cui nella nostra Regione viene celebrata la festa della civiltà e dei diritti umani. 

Gregory Summers, iniziò un rapporto epistolare coni ragazzi della scuola 'Luigi Russo' a Navacchio, provincia di Pisa, che per mesi hanno scritto lettere a Summers e raccolto firme per la sospensione della pena di morte. 


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