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L'EDITORIALE domenica 29 marzo 2020 ore 07:00

L'ora legale e un futuro di speranza

Forse per l'ultima volta abbiamo spostato in avanti le lancette di un'ora ma ognuno di noi avrebbe voluto spostarle di mesi per uscire dalla pandemia



FIRENZE — Speravamo che il picco del contagio da Coronavirus in Italia si raggiungesse il 26 marzo, con un calo progressivo nei venti giorni successivi, intorno quindi a metà aprile e quindi con una fine dell'emergenza intorno al 20-25 sempre di aprile. Magari proprio nel giorno della liberazione. Ma così, purtroppo, non è stato, la pandemia ancora non si ferma. L'ora legale invece si potrebbe fermare perchè il Parlamento Europeo si è detto favorevole a sospenderla dal 2021.

Le misure restrittive per fermare il contagio dovranno quindi rimanere in piedi, seppure con diversa gradualità, intanto per altre due settimane, e probabilmente fino a metà maggio.

Il Sole 24 Ore giorni fa aveva scritto: "La progressiva ripresa dell'attività economica richiederà almeno altri 30 giorni e almeno 90-120 giorni per il turismo interno. Per i servizi turistici internazionali è impensabile una ripresa prima di sei mesi dalla fine del picco e quindi metà ottobre. Il mercato extraeuropeo si riprenderà in termini di turismo non prima del nuovo anno."

Speriamo che la previsione sia sbagliata. In ogni caso restiamo a casa, proteggiamo la nostra vita e quella degli altri. Quella dei nostri figli parlandogli di futuro. Quella dei nostri genitori condividendo le gioie e i dolori di questo difficile presente. Quella dei nostri nonni che in questo mondo superveloce e interconnesso vanno piano ma hanno sempre saputo indicarci una strada.

E in proposito, qui sotto, ci fa piacere riportare una mail arrivata alla redazione di ToscanaMedia-QUInews ed un post che ci è stato segnalato

LETTERA DA UNA NONNA

"Sono una nonna. Una delle migliaia di nonne che non può vedere la sua nipotina perché è costretta a rimanere a casa. Che non può portarla a passeggiare o a cogliere un fiore perché il Covid-19 non glielo permette. Ma è questo virus a non permetterglielo? O siamo noi che, con il nostro comportamento, abbiamo esasperato così tanto la natura da metterla in condizione di scatenare questo impercettibile virus solo per farci capire che la stiamo distruggendo? Da decenni a questa parte che cosa stiamo facendo alla nostra madre terra? La stiamo inquinando fino all'estremo, stiamo danneggiando il suo polmone verde (la foresta amazzonica). Così, lei è stata costretta a farci capire una cosa banale e tremendamente importante: se NON SI RESPIRA, SI MUORE! E lo stiamo capendo ora, sulla nostra pelle. Allora facciamola respirare; non bruciamo i sui polmoni, così da poter tornare a respirare anche noi. Finiamola di inquinare il mondo con le polveri sottili. La madre terra ci ha sempre amato e noi la stiamo ripagando in questo modo. FERMIAMOCI! Diamo ancora la possibilità ai nostri nipoti di correre su un prato, di giocare spensierati, di ammirare un tramonto…"

POST FACEBOOK

Quando i nostri nipoti ci chiederanno cosa abbiamo fatto nel 2020.

-"Nonno... nonno! sul mio libro di storia c'è scritto che nel marzo 2020 c'è stata una pandemia! ma cosa è accaduto?"

"E' accaduto che dalla Cina è arrivato fino a noi un terribile virus influenzale mai studiato prima..."

-"E poi?"

"Ci siamo tutti messi in quarantena, nessuno poteva muoversi da casa se non per comprare i viveri al supermercato. E' accaduto da un momento all'altro, il giorno prima eravamo tutti insieme...amici, parenti, poi la mattina del 9 marzo ci siamo ritrovati con la vita capovolta."

- "E poi cosa è accaduto?"

"Siamo rimasti tanto tempo col solo contatto via internet, sai per fortuna esistevano i telefoni e i computer. La gente si è responsabilizzata, abbiamo inquinato meno, abbiamo in parte riscoperto delle cose che non pensavamo di saper fare. Alla fine venne la bella stagione, e il primo pensiero fu quello di uscire per incontrare tutti. Il mondo si era fermato, per noi, però un aspetto positivo c'è stato: abbiamo capito il valore delle cose proprio perché ci sono state tolte. E credimi nipote, che il caffè che ho bevuto quando il bar ha riaperto, sebbene fosse stato fatto con lo stesso chicco di prima, era buonissimo.

-"Perché?"

"Perché aveva il sapore di un paese che ce l'aveva fatta.

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#andràTuttoBene. Dipende da tutti noi. Singolarmente.

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Marco Migli - Direttore QUInews

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