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Attualità sabato 18 luglio 2020 ore 10:47

Vacanze tra mare e monti, città d'arte al collasso

L'indagine del Centro Studi Turistici per Assoturismo Confesercenti per il fine settimana del 18 e 19 luglio segnala la crisi del settore turistico



FIRENZE — Nel fine settimana le mete di villeggiatura sono mare e montagna, mentre i turisti sono dimezzati nelle città d’arte, è quanto emerge da una indagine condotta dal Centro Studi Turistici per Assoturismo Confesercenti sulla disponibilità di camere per il fine settimana del 18 e 19 luglio. Secondo le stime di Assoturismo, nel trimestre estivo 2020 giugno-luglio-agosto nelle sole Roma, Venezia, Firenze, Milano e Napoli si registreranno circa 8,5 milioni di presenze in meno rispetto allo stesso periodo del 2019.

A soffrire sono in particolare Roma e Firenze, dove poco più di un terzo della disponibilità, il 36 per cento, risulta prenotato. Una crisi imputabile alla mancanza del turismo straniero, che in media vale circa il 68 per cento delle presenze. Male anche Napoli e Venezia dove le prenotazioni toccano il 42 per cento, meglio a Palermo, Milano e Bologna che sfiora il 50 per cento, ci sono poi Perugia e Matera che superano il 50 per cento. 

La tendenza è quella di spostamenti brevi, di 2 o 3 notti, in località prevalentemente marine o montane, possibilmente di breve raggio. Anche per il prossimo fine settimana le destinazioni balneari sono le più gettonate, con un tasso di occupazione del 70 per cento della disponibilità, mentre l’occupazione nelle strutture delle località di montagna si attesta sul 68 per cento e al lago il tasso medio è del 66 per cento. Le località termali e collinari registrano percentuali di occupazione del 49 per cento ancora più basse delle città d’arte.

“Il combinato disposto di assenza dei turisti e dello smartworking sta svuotando le città d’arte e letteralmente uccidendo i centri storici, che stanno diventando zone rosse dell’economia” ha detto il presidente di Assoturismo Vittorio Messina - È necessario un intervento di terapia intensiva, per tamponare una crisi apparentemente infinita che sta gravemente compromettendo non solo le imprese della ricettività e dei servizi turistici, ma anche bar, ristoranti e negozi delle mete culturali e dei centri storici, rimasti ormai senza fiato. Imprese che devono essere sostenute più a lungo, con contributi a fondo perduto, ammortizzatori sociali e credito di imposta per gli affitti. Se non ci sbrighiamo corriamo il serio rischio di perdere quanto di buono è stato fatto in questi ultimi anni sul fronte dell'accoglienza turistica, con migliaia di attività che non arriveranno a vedere l'autunno”.


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