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Attualità sabato 02 maggio 2020 ore 12:30

Crisi Covid, in pegno l'oro delle famiglie

In foto i gioielli della nonna

In notevole aumento anche in Toscana il ricorso al Monte dei pegni per ottenere liquidità immediata. Previsto un ulteriore incremento



FIRENZE — Il ricorso al Monte dei pegni ha registrato nelle ultime settimane un incremento del 30 per cento un dato che secondo le stime è destinato a crescere già da lunedì 4 Maggio quando una maggiore libertà di movimento consentirà ai cittadini di recarsi presso gli sportelli.

"Il ricorso al pegno è la strada più semplice per ottenere liquidità immediata" è quanto racconta a QUInewsFirenze Giuseppe Gentile Direttore generale di ProntoPegno Spa, il Monte dei Pegni del gruppo Banca Sistema. La società che una sede in Toscana ha fatto una moratoria sugli interessi delle polizze ed ha bloccato le aste fino a settembre potenziando l'App per le prenotazioni in filiale e le valutazioni a distanza, in videochiamata.

Nelle ultime settimane si sono create code agli sportelli?

"Indubbiamente il nostro bacino si è ampliato circa del 30 per cento e per i prossimi giorni ci attendiamo un ulteriore aumento ma non ci sono state file perché al fine di contenere la diffusione dell'epidemia abbiamo reso possibile recarsi in filiale solo su appuntamento, da prendere via App o telefono inoltre sempre tramite l'App è stato reso disponibile contattare i periti con una videochiamata ed effettuare così la valutazione preliminare a distanza".

Perché le persone si rivolgono al Monte dei pegni?

"Il ricorso al pegno è la strada più semplice per ottenere liquidità immediata, nonostante la decisione sofferta di cedere il proprio oro e l'imbarazzo che una scelta simile può provocare. In questo momento l'oro 750 lo valutiamo fino a 19 euro al grammo e fino a 26 euro l'oro puro. Siamo un popolo che per cultura e tradizione regala l'oro fin dal battesimo dei bambini, e poi comunioni e cresime soprattutto, anche se ultimamente questa usanza è venuta meno con il venire meno dei nostri anziani. Resta però in uso agli stranieri, i dati ci raccontano la presenza di un 30 per cento del nostro bacino di clienti ad esempio di Asia ed Africa che impegnano oro ed anche molto più puro del nostro, puro al 999 rispetto al nostro 750, perché per cultura si tramandano quel tipo di gioielli".

Di quali oggetti preziosi parliamo?

"Molti impegnano gioielli in oro, collanine, orecchini e anelli o pietre preziose soprattutto dei nonni che hanno un valore commerciale ma anche affettivo e ce lo dice questo la percentuale dei riscatti che è del 95 per cento a livello nazionale e per noi ancora più alta con meno dell'1 per cento di oggetti preziosi che finiscono all'asta. Esiste poi un mercato anche per quanto riguarda gli orologi di marca Rolex che sono spesso da collezione".

Chi sono i vostri clienti?

"Si parla oggi di nuovi poveri, ma i poveri in realtà l'oro non lo hanno mai avuto. Le persone che normalmente si rivolgono al Monte dei pegni appartengono alla categoria dei professionisti, degli imprenditori, e della cosiddetta classe media dei risparmiatori. Con la crisi dovuta all'epidemia Covid ci aspettiamo nei prossimi giorni un aumento di cittadini della classe media che avendo incontrato difficoltà nel ricevere sussidi come bonus o cassa integrazione sono alla ricerca di una liquidità immediata ed in più coloro che incontrerebbero difficoltà nell'ottenere finanziamenti perché sono sottoposti alla condizione di dover presentare una busta paga e quindi di avere un lavoro. Nel nostro caso la garanzia è lo stesso bene che si lascia in pegno. Garantito al 150 per cento perché oltre al valore nominale c'è anche il valore affettivo".

L'oggetto prezioso viene valutato ed erogata la somma previa polizza a 3, 6 o 12 mesi con relativo tasso di interesse, quindi c'è un termine trascorso il quale il bene viene messo all'asta

"Il nostro tasso di interesse è al 7 per cento su base annua ed il periodo dei 30 giorni dalla scadenza della polizza è da vedere come un dato normativo, spesso si attendono più mesi per arrivare all'asta e soprattutto si cerca di ricontattare il cliente per favorire il riscatto. In questo preciso momento di emergenza sanitaria ed economica abbiamo deciso di applicare in modo estensivo la normativa che prevede la moratoria dei muti e non stiamo applicando gli interessi per un periodo di 52 giorni. Inoltre abbiamo sospeso fino a settembre la vendita all'asta dei beni oggetto delle polizze scadute da dicembre 2019 o che scadranno fino a giugno 2020 e non applichiamo la commissione sui costi d'asta".

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