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Attualità lunedì 19 giugno 2017 ore 17:06

In ospedale con l'autista per la radioterapia

Servizio di Dario Pagli

Sono 120 i pazienti oncologici interessati dal progetto 'Vieni con me!' pensato per trasferire chi ha problemi di spostamento da casa al luogo di cura



FIRENZE — Si chiama 'Vieni con me' il progetto pilota che permetterà a 120 pazienti oncologici dell'area metropolitana fiorentina di essere accompagnati da un'auto con autista all'ospedale di Careggi per eseguire le visite e le terapie. Sei mesi di sperimentazione per l'iniziativa, nata dalla collaborazione di Regione Toscana e Novartis Oncology. Poi se pazienti e oncologi saranno soddisfatti, si proseguirà anche nel 2018. Al lancio del progetto erano presenti, oltre all'assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi, anche Chiara Paglino, della direzione medica Novartis, Monica Calamai, direttore generale AOU Careggi e Lorenzo Livi, responsabile della radioterapia di Careggi.

Il progetto è in sperimentazione in altri tre ospedali d'Italia, a Roma, Taormina e Aviano e presto potrebbe essere ulteriormente esteso.

"Sono molto contenta che ci sia anche Careggi tra i quattro ospedali italiani coinvolti in questa iniziativa pilota - ha detto l'assessore Stefania Saccardi - Come Regione, stiamo mettendo in atto una serie di iniziative per essere più vicini alle persone malate di tumore, farle sentire meno sole in questa fase delicata della loro vita, e assisterle meglio nel loro percorso, sollevandole, per quanto possibile, da tutte quelle incombenze legate alla loro patologia".

Il progetto è rivolto ai pazienti che fanno riferimento all'ospedale di Careggi e che hanno difficoltà a raggiungere il luogo di cura. Dopo la valutazione dell'oncologo, è consegnato loro un buono per prenotare e usufruire del servizio di trasferimento valido anche per il rientro a casa. 

Il progetto, spiega la Regione Toscana, è nato dall'esigenza sociale, emersa da diversi centri ospedalieri, di agevolare quanto più è possibile l'accessibilità ai luoghi di cura per i pazienti oncologici. Una questione, peraltro, in linea con l'introduzione del principio dell'umanizzazione delle cure e della centralità del paziente al centro del Patto per la Salute 2014-1017, accordo programmatico tra il Governo e le Regioni, finalizzato a migliorare la qualità dei servizi, a promuovere l'appropriatezza delle prestazioni e a garantire l'unitarietà del sistema.

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