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Attualità venerdì 13 maggio 2022 ore 09:01

Terremoto e opere da tutelare, parla l'esperto

Le scosse nel Fiorentino hanno riacceso l'attenzione sulla tutela delle opere custodite nella culla del Rinascimento. Intervista a Fernando De Simone



FIRENZE — La sequenza sismica che interessa da inizio Maggio il Fiorentino con epicentro nel Chianti sulle colline di Impruneta, ha riacceso l'attenzione sulla tutela delle opere custodite nella culla del Rinascimento.

La sequenza sismica partita il 3 Maggio ha fatto registrare due eventi di picco di magnitudo 3.5 e 3.7 con la conseguente verifica di danni soprattutto negli edifici più vecchi come chiese e musei, ne è un esempio la basilica di Santa Croce. 

Ma nei giorni in cui si celebrano i 140 anni della Tribuna della Galleria dell'Accademia di Firenze che custodisce il David di Michelangelo ad attirare l'attenzione è proprio il colosso di marmo sottoposto più volte a verifiche statiche con particolare attenzione per le caviglie.

L'architetto Fernando De Simone su QUInewsFirenze fa il punto della situazione per quanto concerne la sicurezza. Esperto di costruzioni sotterranee, sottomarine, tunnel ed ingegneria sismica e trasporti, De Simone da tempi non sospetti stimola una discussione sulla sicurezza sismica dei monumenti fiorentini.

"Il modo migliore di celebrare i 140 anni della Tribuna del David sarebbe costruire rapidamente una struttura antisismica". L'allievo di Carlo Ludovico Ragghianti aggiunge "Non basta creare un basamento fatto di cuscinetti che smorzino le onde sismiche sotto al David, come era stato paventato salvo poi non realizzare nulla. Una struttura simile non impedirebbe la caduta di un cornicione o del cupolino della Tribuna sul David sottostante. Quando si studia un piano antisismico per tutelare un'opera d'arte occorre tenere ben presente il contesto, il luogo in cui l'opera è collocata e non solo il bene che sia una statua o un quadro". Un esempio in tal senso in Italia è rappresentato dalla Ultima Cena di Leonardo nel refettorio del convento adiacente al santuario di Santa Maria delle Grazie a Milano, opera straordinaria e immensa ma il punto debole è la parete.

De Simone ha presentato formalmente il suo piano antisismico per l'Accademia di Firenze "Da tempo oramai propongo di installare una gabbia in acciaio e titanio realizzabile in un anno. Dove? Nell'intercapedine fra la sala reale e quella ridotta. La riduzione effettiva dello spazio attuale di 25 centimetri per lato sarebbe impercettibile allo sguardo dei visitatori. Non ho l'ambizione di realizzarla io. Basterebbe un concorso internazionale con un bando di assegnazione dei lavori. Ritengo sia la soluzione migliore per salvaguardare un bene dell'Umanità del quale siamo solo custodi". 

Il 25 Ottobre 2016 il sisma di magnitudo 3.9 con epicentro a Castelfiorentino aveva fatto scattare l'allarme per il David, subito sottoposto a verifiche di staticità. Nell'occasione la direttrice dell'Accademia, Cecilie Holberg, commentava "La prevenzione non è mai troppa e in fondo non si è mai del tutto al sicuro. Ecco perché è in fase di attuazione il piano di rafforzamento antisismico a protezione del David: ne ho parlato con il ministro Dario Franceschini, ne discuto frequentemente con specialisti di varie Università e presto andrò a Los Angeles a discutere di questi argomenti all'Istituto Getty. Al momento di sicuro c'è solo che servono molti approfondimenti: forse di un rafforzamento della base che sostiene il David potrebbe pure non esserci bisogno, mentre l'aspetto più importante potrebbe essere costituito dalla realizzazione di un piano di tutela antisismica complessiva per tutto il museo. Non ha molto senso proteggere singolarmente un'opera, se poi la casa che la custodisce le crolla addosso". 


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