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domenica 08 dicembre 2019

Attualità giovedì 07 maggio 2015 ore 10:30

Quando la mafia uccide la stampa libera

Domani a Firenze si celebrerà la giornata nazionale del ricordo dei cronisti uccisi dalla criminalità organizzata con un evento in Consiglio regionale



FIRENZE — Il tema è quanto mai d'attualità, visto che solo 3 giorni fa il Prefetto di Roma, Franco Gabrielli, è stato costretto ad assegnare la scorta a Sandro Ruotolo, giornalista di Servizio Pubblico, minacciato dal capo del clan dei casalesi Michele Zagaria per la sua intervista a Carmine Schiavone, boss pentito e principale fonte degli inquirenti che indagano sulla Terra dei Fuochi.

Ieri la Fondazione Caponnetto ha espresso solidarietà al cronista di Servizio Pubblico e ai ai magistrati della dda di Napoli Catello Maresca e Cesare Sirignano, anche loro minacciati da Zagaria, intercettato in carcere mentre confessava a un sottoposto di voler uccidere Ruotolo: "'O vogl' squartat' viv'" avrebbe detto il boss.

Anche per non spegnere i riflettori su questa vicenda, domani 8 maggio, a Firenze l'ordine dei giornalisti ha organizzato l'ottava giornata in ricordo dei cronisti uccisi dalla mafia, ricevendo l'alto patronato della presidenza della Repubblica.

La cerimonia si svolgerà a palazzo Panciatichi, sede del consiglio regionale, e parteciperanno il presidente Alberto Monaci, Santo Della Volpe e Raffaele Lorusso presidente e segretario generale della Fnsi, Enzo Jacopino, presidente dell'Ordine dei giornalisti, Sandro Bennucci e Carlo Bartoli, presidenti dell'Associazione stampa e dell'Ordine della Toscana,



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