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Cronaca venerdì 24 marzo 2017 ore 18:45

Isis, indagata parente della prima foreign fighter

Avviati accertamenti sulle minacce a sfondo terroristico che un ex consigliere comunale ha ricevuto da Arta Kacabuni, condannata per terrorismo



GROSSETO — La procura di Grosseto ha avviato accertamenti su presunte minacce che Francesco Tenucci, ex consigliere comunale di Scansano, avrebbe ricevuto da Arta Kacabuni, 43 anni, albanese e parente della prima foreign fighter italiana, già condannata a 2 anni e otto mesi a Milano per reati di terrorismo. 

Tenucci, sarebbe stato avvicinato dalla donna, che indossava il burqa, a una fermata dell'autobus a Scansano e lo avrebbe minacciato con frasi del tipo "Presto tutti noi musulmani ci leveremo in armi. La terza guerra mondiale sta arrivando. E siete voi cristiani che la volete".

L'ex politico è già stato sentito per ''sommarie informazioni'' dai carabinieri dopo che lui stesso ha reso pubblico l'episodio sul suo profilo Facebook.

La donna che lo avrebbe minacciato è la zia del marito della prima ''foreign fighter'' italiana andata a combattere per l'Isis in Siria, Fatima Al Zahara alias Maria Giulia Sergio, 28 anni, latitante, originaria di Torre del Greco, e passata per Grosseto, espatriata nel 2014, dopo la conversione all'Islam della sua famiglia italiana.

Fatima andò a combattere col marito, Aldo Kobuzi, anche lui latitante e condannato contumace a 10 anni nella stessa inchiesta. Arta Kacabuni è zia di Kobuzi.

I carabinieri di Grosseto hanno voluto verbalizzare la testimonianza dell'ex consigliere comunale perché, secondo quanto si riporta, le frasi potrebbero profilarsi come minacce di stampo terroristico. Tenucci è noto in zona per la sua attività politica a livello locale e in passato è stato candidato sindaco per una lista civica ma non vinse.

Arta Kacabuni, che sta scontando la condanna ai domiciliari nella sua casa a Scansano da dove può uscire due volte la settimana, lo avrebbe incontrato mentre stava andando in ospedale a Grosseto per una visita.

La casa di Arta Kacabuni è la stessa dove in passato hanno soggiornato Maria Giulia Sergio e il marito Aldo Kobuzi prima di fuggire dall'Italia per arruolarsi nell'Isis. Ora la procura ha avvertito il tribunale di sorveglianza dell'episodio.


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