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Attualità venerdì 31 luglio 2020 ore 09:00

Giuramento degli infermieri, il grazie della Toscana

Cerimonia di consegna di oltre 50 mila euro a 30 infermieri giunti a Firenze per l’emergenza Covid-19. Rossi: "Grazie per quello che avete fatto"



FIRENZE — Una cerimonia con la consegna dei 30 assegni per gli altrettanti infermieri arrivati a Firenze nei mesi scorsi, per l’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. La consegna è avvenuta nell’Auditorium del Cto dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Careggi, nell’ambito della giornata dedicata al giuramento dei neo infermieri.

La cifra, risultato della campagna di crowdfunding #sostieniuninfermiere che ha visto il raddoppio dei fondi raccolti da parte della Fondazione CR Firenze, è stata ripartita in parti uguali tra i partecipanti al bando considerati idonei da un’apposita commissione.

Il bando è stato ideato da Fondazione Claudio Ciai, promosso e sostenuto da Fondazione CR Firenze, in collaborazione con Siamosolidali e Feel Crowd, con il patrocinio del Comune di Firenze. L’appello per sostenere questi coraggiosi professionisti era arrivato nei giorni caldi dell’emergenza dall’Ordine interprovinciale delle professioni infermieristiche di Firenze - Pistoia.

Alla giornata hanno preso parte il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, l’assessore regionale alla Salute Stefania Saccardi, il presidente dell’Ordine interprovinciale delle professioni infermieristiche Firenze – Pistoia, Danilo Massai, il presidente della Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori e Francesco Ciai, presidente della Fondazione Claudio Ciai.

"Ringrazio gli infermieri per quanto fatto in un momento particolarmente difficile – ha dichiarato Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana -. La lezione che ci arriva da questo periodo duro è che bisogna scommettere di più sulla sanità. Non dobbiamo dimenticare che va messa al primo posto perché la salute è un bene individuale, collettivo e primario. In questi mesi siamo stati tutti partecipi e siamo stati comunità, cercando di corrispondere al massimo al bisogno delle persone. Per questo – conclude – credo che il servizio sanitario nazionale sia il tramite di un atto d’amore verso i cittadini. Il contatto che gli infermieri hanno con le persone ammalate e la loro capacità di mantenere il rapporto umano con i pazienti fa bene quanto una medicina".

La Toscana è la prima regione che ha messo in piedi la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità, oggi inserita a pieno titolo nella legislazione nazionale. Nel periodo di piena emergenza per il Coronavirus sono stati 2500 infermieri quasi tutti a tempo indeterminato.



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