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Cultura lunedì 18 ottobre 2021 ore 11:32

Il presidente Mattarella inaugura l'anno accademico

Sergio Mattarella
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

​Cerimonia in diretta di apertura delle attività didattiche dell'ateneo pisano con il presidente della Repubblica e la ministra dell'università



PISA — In diretta streaming dal PalaCus, la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico 2020/21 dell'Università di Pisa, il 678° dalla fondazione dell'ateneo, ospite d'eccezione il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

In apertura il Coro e l’Orchestra dell’Università di Pisa ha eseguito l’Inno di Mameli. Subito dopo l'intervento della ministra dell’università e della ricerca, Maria Cristina Messa, mentre il rettore Paolo Maria Mancarella ha letto il suo Indirizzo di saluto. Il rettore ha dedicato la cerimonia a due studenti dell'università recentemente scomparsi: Alberto Fanfani, morto nel crollo del ponte Morandi, e Christin Tadjuidje Kamdem, vittima del Covid-19.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha invece fatto appello al senso di responsabilità e ha parlato della "deriva antiscientifica" come un pericolo che, sebbene generi più tristezza che allarme, va contrastato con il sapere. Mattarella ha parlato della "pericolosa illusione di cercare dal recupero nel passato di presunti antichi fasti".

"E' sempre un pericolo, questo, che pone a rischio la proiezione verso il futuro, cercando di volgere lo sguardo verso il passato" ha sottolineato il Presidente, che si è poi soffermato sulla "esigenza di contrastare la deriva antiscientifica che si verifica anche nel nostro paese, seppure in piccole dosi per fortuna", come dichiarato poco prima dalla ministra per università e ricerca, Maria Cristina Messa.

"Noi dobbiamo molto alla scienza, abbiamo attraversato un periodo lungo - ha proseguito Mattarella -, oltre un anno e, che non dobbiamo dimenticare, anche per rispetto ai tanti morti che l'hanno caratterizzato. Abbiamo attraversato un periodo con centinaia di vittime ogni giorno, gli ospedali stracolmi di pazienti di Covid, i sanitari generosamente impegnati fino allo stremo delle forze, i malati con altre patologie che non potevano essere ricoverati, accertamenti sanitari rinviati con grave pregiudizio per la salute di tante persone, il paese sostanzialmente chiuso, l'attività industriale ridotta ai minimi, una drammatica perdita di lavoro. Tutto questo è alle nostre spalle, perché la scienza ci ha consegnato i vaccini".

"Perché la vaccinazione e le misure di comportamento e di prudenza, dai distanziamenti alle mascherine, hanno sconfitto la diffusione del contagio o speriamo possano averlo sconfitto. Questo lo dobbiamo anche al senso di responsabilità, alla saggezza della stragrande parte dei nostri concittadini. Siamo ripartiti: aprono le Università, sono riaperte le scuole, l'industria lavora a pieno ritmo, la condizione economica del paese è in crescita e supera le speranze, ai massimi come media rispetto all'Europa, crescono ogni giorno i posti di lavoro, abbiamo prospettive incoraggianti, sono riaperti a pieno teatri e cinema, son riaperti gli impianti sportivi, il Paese è ripartito, torna a respirare e a vivere. Tutto questo lo dobbiamo alla scienza e al senso di responsabilità dei nostri concittadini".

Quindi Mattarella ha ricordato Piero Calamandrei, che nel 1946 parlò di quel momento come "occasione irripetibile per l'Italia". "Stiamo nuovamente in questa condizione - queste, ancora le parole del Presidente della Repubblica -. Grazie alla scienza, alle vaccinazioni, al comportamento dei nostri concittadini, alla coraggiosa scelta dell'Unione Europea con grandi risorse consegnate, abbiamo di fronte a noi la possibilità irripetibile di rinnovare il nostro Paese. Non possiamo perdere questa occasione, danneggeremmo gravemente i giovani e le future generazioni. Dobbiamo condurla a buon risultato. Per questo sorprende e addolora che proprio adesso, in questi momenti, non quando vi erano momenti oscuri quando si temeva il crollo del Paese ma oggi, adesso, in cui vediamo una ripresa incoraggiante, economicamente, socialmente, culturalmente, in cui il Paese si sta rilanciando, proprio adesso, esplodono fenomeni, iniziative, atti di violenza, di aggressiva contestazione, quasi a volere ostacolare, intercettare, la ripresa che il Paese sta vivendo e che deve essere condotta a buon fine, con fatica, con impegno, ma in maniera indispensabile".

"Sono comportamenti che creano allarme, o meglio creano tristezza - ha concluso Mattarella -. Non molto allarme perché si infrangono contro la determinazione, il senso di responsabilità, il senso civico della quasi totalità dei nostri concittadini. Questa è la vera forza del nostro Paese: il senso civico che la nostra gente esprime, coltiva, manifesta e pone in essere. E di questo senso civico, di questo senso della comunità, gli atenei sono un punto di formazione decisivo. La formazione, la trasmissione del sapere, del senso critico, del senso verso il futuro, è compito degli atenei. Per questo è importante quanto fanno e per questo auguro a questo ateneo un buon anno accademico".


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