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Unione europea, perché l'unanimità non funziona: la strategia del ricatto

Politica domenica 26 ottobre 2014 ore 12:44

La scommessa di Matteo Renzi sull'Italia

Servizio di Elisabetta Matini

Il premier chiude la Leopolda di fronte a 3000 persone. Schiaffo alla minoranza Pd: "Non consentiremo ai vecchi dirigenti di riprendersi il partito"



FIRENZE — Renzi ha iniziato il suo intervento dopo un video che ha riassunto ile cinque edizioni della Leopolda.

Lavoro, politica  estera, Europa e immigrazione al centro del discorso conclusivo. Ma anche le divisioni interne al Pd: "Non consentiremo alla classe dirigente che ieri ci ha definito imbarazzanti di riprendersi il Pd".

" Dobbiamo restituire a questo paese  dignità, orgoglio, e speranza - ha detto Renzi - Basta con i pregiudizi sull'Italia: pensare che il nostro paese possa essere un problema per l'Europa significa negare la storia. La battaglia contro i vincoli e l'austerità la stiamo portando avanti solo noi. Ma per me l'Europa e' Spinelli, De Gasperi. Noi questa battaglia riusciremo a farla solo se faremo le cose che servono a noi".

"E' più di sinistra restare attaccati alla nostalgia oppure provare a cambiare il paese? - ha chiesto Renzi - Il mondo sta cambiando, il posto fisso non esiste più e non lo abbiamo scelto noi, la monogamia aziendale è in crisi ovunque. Restare attaccati all'articolo 18, una norma del 1970 che la sinistra non votò, è come provare a telefonare con uno smartphone cercando di ficcarci dentro un gettone".

Renzi ha riservato parole di stima e ringraziamento per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, chiedendo al pubblico della Leopolda di riservargli un lungo applauso. "Quando si sentono tante menzogne nei confronti del nostro presidente della repubblica - ha spiegato il premier - credo che sia doveroso che l'Italia per bene faccia sentire tutto l'affetto".

Il segretario del Pd ha concluso il suo intervento rivolgendosi ai suoi sostenitori, agli elettori del Pd, ai cittadini italiani.

"Cambiare l'Italia non è la sfida di Matteo o la sfida del governo ma una sfida per tutti da vincere nel quotidiano. La bici è buona, la gamba c'è e i professionisti della gufata ci riconosceranno perché siamo quelli con la maglia rosa. All'Italia di oggi manca solo la fiducia in se stessa, se ci riprendiamo questa fiducia allora fare la riforme sarà una passeggiata, restituire i diritti sarà una passeggiata. E alla fine di tutto questo potremo dire che abbiamo dato un senso allo straordinario risultato del 41% delle ultime europee. Alla fine di tutto questo, saremo in grado di dire che la dimensione dei nostri sogni è grande e bella e curiosa come l'Italia".

"Se io posso uscire da qui dicendo che posso contare su di voi almeno quanto voi potete contare su di me, potremo dire davvero che questa scommessa non è la scommessa di un singolo ma la scommessa di un noi e che per la nostra Italia il futuro è solo all'inizio".


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