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Cronaca sabato 12 novembre 2016 ore 11:23

Finti dipendenti della Regione truffano i preti

La polizia ha individuato due truffatori seriali che fingendosi addetti dell'Ente hanno spillato migliaia di euro a due istituti religiosi



LIVORNO — Spacciandosi per dipendenti della Regione Toscana contattavano suore e cappellani chiedendo indietro dei soldi erroneamente versati dall'Ente sui conti correnti degli istituti religiosi.

È successo anche a Livorno, dove i truffatori sono riusciti ad ottenere bonifici da due diversi istituti per un valore complessivo di circa 6mila euro.

Il falso dipendente traeva in inganno le vittime dicendo loro la Provincia di Livorno e la Regione Toscana (entrambi gli enti sono estranei ai fatti) avevano erogato dei finanziamenti in favore degli isituti religiosi, al fine di poter eseguire alcune ristrutturazioni, ma che la somma versata era stata erroneamente maggiorata di alcune migliaia di euro, da restituire.

Per vincere la titubanza iniziale dei religiosi i truffatori fornivano alcuni numeri di telefono - fittiziamente intestate a stranieri inesistenti o inconsapevoli – alle quali poter chiamare per avere delucidazioni.

Poi rassicuravano le vittime ricontattandole come sedicenti dirigenti del Ministero o direttori di banca.

Infine per vincere le ultime resistenze delle vittime i truffatori intimavano loro, anche in maniera perentoria, di effettuare immediatamente il bonifico, altrimenti sarebbero stati bloccati gli stanziamenti ed i contributi già richiesti alla Regione Toscana "per i lavori urgenti di restauro".

I due religiosi tratti in inganno hanno effettuato alcuni bonifici postali, per un valore complessivo di circa 6mila euro, somme prelevate, sia dai fondi utilizzabili per la ristrutturazione dell’istituto, che dai conti privati delle vittime.

In seguito ad alcune indagini la polizia di Livorno è risalita ai responsabili: P. G. e S.I.A. nati e residenti a Torino, entrambi specilaizzati in questo genere di truffe.

I due, forse con la complicità di altri sodali, negli ultimi mesi, si sono resi responsabili di decine di truffe in danno di istituti religiosi in Sardegna, Lazio, Piemonte per un ammontare di decine di migliaia di euro.


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