Attualità Venerdì 31 Luglio 2026 ore 18:10
Fuma quasi un toscano su quattro

La Regione approva il nuovo percorso diagnostico e le nuove linee di indirizzo: a far aumentare i numeri è l'uso delle sigarette elettroniche
TOSCANA — Mentre oltre il 58% dice di non averlo mai fatto, il 23,8% dei toscani fuma. Dunque, quasi una persona su quattro, in Toscana, è fumatrice. Per questo, la Giunta della Regione ha approvato, su proposta dell'assessora regionale alla Sanità Monia Monni, le nuove linee di indirizzo e il nuovo Percorso diagnostico terapeutico assistenziale per la dipendenza da tabacco e da prodotti contenenti nicotina.
Del resto, il trend, anche a livello nazionale, è in aumento: il tabagismo si diffonde tra i giovani e si propaga grazie alle sigarette elettroniche. In Toscana, nel dettaglio, tra i fumatori prevalgono gli uomini e la fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni. Il fumo è inoltre più diffuso tra le persone con maggiori difficoltà economiche (38,5%) e con un livello di istruzione medio-basso (45%).
In questo senso, il provvedimento regionale aggiorna gli strumenti di prevenzione e cura alla luce delle più recenti evidenze scientifiche internazionali e rilancia la rete regionale dei Centri antifumo. "Prevenire significa salvare vite e migliorare la qualità della vita delle persone - ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani - il tabagismo infatti continua a essere una delle principali cause evitabili di malattia e di morte e oggi assume forme nuove, legate anche alla diffusione delle sigarette elettroniche e dei prodotti a tabacco riscaldato. La Toscana risponde aggiornando i propri strumenti di prevenzione e di cura e rafforzando una rete territoriale che mette al centro la persona".
"Il tabagismo è una dipendenza che va riconosciuta e affrontata - ha aggiunto l'assessora Monni – con questa delibera aggiorniamo sia le linee di indirizzo, sia il percorso diagnostico regionale, uniformando i percorsi assistenziali e rafforzando la rete dei Centri antifumo. Vogliamo che in ogni parte della Toscana chi decide di smettere di fumare possa trovare risposte qualificate, tempestive e basate sulle migliori evidenze disponibili".
Il nuovo percorso organizza l'assistenza su tre livelli. Il primo coinvolge tutti gli operatori sanitari, chiamati a individuare sistematicamente i fumatori in ogni contesto di cura, a registrare l'abitudine al fumo nella documentazione sanitaria e a incoraggiare chi fuma a smettere, indirizzando quando necessario i pazienti verso i percorsi specialistici. Il secondo valorizza il ruolo dei medici di medicina generale e degli specialisti, che valutano la dipendenza, definiscono il percorso terapeutico più appropriato e prescrivono l'eventuale terapia farmacologica. Quindi, il terzo livello è rappresentato dai Centri antifumo, attivi nei Serd, e le Pneumologie ospedaliere, dove le prestazioni sono gratuite. Qui vengono offerti programmi personalizzati, individuali o di gruppo, della durata di tre mesi.
Per rendere più efficaci e omogenei gli interventi sul territorio, la delibera introduce inoltre la registrazione sistematica dell'abitudine al fumo nella documentazione sanitaria, la cartella clinica informatizzata nei Centri antifumo, il ricorso agli strumenti di telemedicina, il rafforzamento della formazione degli operatori sanitari e un sistema di monitoraggio della rete regionale dei Centri antifumo.
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