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Malattie infiammatorie croniche intestinali: cosa sono e da cosa dipendono?

Malattie che colpiscono l'apparato digerente: cause e prevenzione



ITALIA — Le persone affette da malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) combattono ogni giorno con crampi allo stomaco, episodi diarroici e accumulo di gas intestinali. Si tratta, infatti, di malattie che colpiscono l'apparato digerente e le più comuni in assoluto sono il morbo di Crohn e la colite ulcerosa.

Sono patologie molto frequenti e, solo in Italia, ne soffrono circa 200mila persone , di cui il 40% di morbo di Crohn e il 60% di rettocolite ulcerosa. Tali dati sono tristemente destinati ad aumentare, infatti negli ultimi 10 anni il numero di ammalati è cresciuto di circa 20 volte.

Come se non fosse abbastanza, le statistiche rilevano circa 10 nuovi casi l’anno per 100mila abitanti che vengono diagnosticati soprattutto nella fascia di età che va dai 20 ai 30 anni.

Sebbene i trattamenti farmacologici e alcuni interventi chirurgici possano aiutare a gestire le crisi legate a queste malattie, un modo per aiutare la salute dell’intestino consiste nel mantenerlo sempre pulito. Per farlo ci si può affidare a trattamenti naturali ed efficaci, come il protocollo Bromatech, composto da integratori alimentari che contribuiscono alla remissione dei fastidiosi sintomi.

Sintomi e cause delle malattie infiammatorie croniche intestinali

I sintomi delle patologie MICI possono essere lievi o gravi e possono comparire improvvisamente oppure gradualmente . Inoltre ci sono periodi in cui tali malattie sono in remissione e pertanto non manifestano i loro sintomi tipici.

Tra questi, i più comuni sono il dolore addominale, la diarrea e l’urgenza intestinale. Ma anche gonfiore addominale, perdita di appetito o di peso e la presenza di muco o sangue nelle feci possono indicare la presenza di tali malattie.

Sebbene alcuni di questi sintomi siano comuni anche a chi soffre di sindrome dell'intestino irritabile, quest’ultima è un tipo di malattia funzionale gastrointestinale che non infiamma o danneggia l'intestino, come avviene invece nei casi di malattie infiammatorie croniche intestinali.

Per quanto riguarda invece le cause di tali disturbi, i ricercatori stanno ancora cercando di determinare perché alcune persone sviluppano le patologie MICI , ma sembra che ci siano alcuni fattori che giocano un ruolo importante.

Tra questi, la genetica è sicuramente al primo posto, perché determina una risposta del sistema immunitario che sembra reagire agli alimenti come se questi fossero delle sostanze estranee. Ma anche la familiarità con persone affette da MICI può contribuire allo sviluppo di tali malattie, soprattutto se legata a fattori scatenanti come il fumo, lo stress o l'uso di farmaci.

Inoltre, è ormai certo che l’aumento delle malattie infiammatorie intestinali è  causato anche dallo stile di vita all’occidentale . Infatti, il maggior consumo di cibi industriali e ricchi di grassi, la sedentarietà e i ritmi di vita frenetici influiscono direttamente sullo sviluppo tanto del morbo di Crohn quanto della colite ulcerosa.

Diagnosi e complicazioni delle malattie MICI

Chi soffre di malattie infiammatorie croniche intestinali assiste a una drastica riduzione della qualità di vita. I sintomi di questi disturbi, se non adeguatamente curati, rischiano infatti di diventare invalidanti per i pazienti, compromettendo il normale svolgimento delle attività quotidiane.

Non solo, le persone affette da malattie MICI hanno un rischio maggiore di sviluppare il cancro del colon. Inoltre possono assistere alla comparsa di fistole o stenosi anali e di patologie a carico del fegato, come la cirrosi.

Per questo motivo, la rapidità nella diagnosi è un elemento molto importante. Tuttavia, non essendoci un singolo test in grado di diagnosticare entrambe le patologie, chi manifesta i sintomi delle malattie MICI è costretto a sottoporsi a una serie di esami diagnostici .

Infatti, dopo un emocromo completo e un esame delle feci, per individuare i segni di un’eventuale infiammazione intestinale, si può ricorrere a una colonscopia, a un’ecografia endoscopica o a un esame per immagini, come la TAC addominale.


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