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Lavoro sabato 25 luglio 2020 ore 07:00

In Italia i pensionati superano gli occupati

anziani

Il sorpasso secondo la Cgia è avvenuto negli ultimi mesi complice la crisi Covid. In Toscana lo scarto è minimo, al Sud la situazione peggiore



MESTRE (VE) — Gli assegni pensionistici erogati sono superiori al numero di coloro che hanno un impiego lavorativo. Il dato è stato reso noto dall'ufficio studi della CGIA di Mestre in una nota in cui si spiega che è possibile "affermare che il numero delle pensioni erogate in Italia ha superato quello degli occupati". Un sorpsaao che, secondo l'associazione, è avvenuto negli ultimi mesi, complice la crisi innescata dall'epidemia di Covid-19 a causa del calo generalizzato dei lavoratori. 

"Al 1 gennaio 2019, infatti, la totalità delle pensioni erogatein Italia ammontava a 22,78 milioni. Se teniamo contodel normale flusso in uscita dal mercato del lavoro da parte di chi ha raggiunto il limite di età e dell’impulso dato dall’introduzione di “quota 100”, successivamente all’ 1 gennaio dell’anno scorso il numero complessivo delle pensioni è aumentato almeno di 220mila unità. Pertanto, possiamo affermare con una elevata dose di sicurezza che gli assegni stanziati alle persone in quiescenza sono attualmente superiori al numero di occupati presenti nel Paese", si legge nella nota della Cgia. 

La situazione più critica si rileva al Sud, dove tutte le regioni presentano un numero di pensioni superiore a quello degli occupati. Solo Teramo, Ragusa e Cagliari, tra le province, mostrano un saldo positivo tra lavoratori attivi (di più) e pensioni erogate. 

Al Nord solo Luguria e Friuli Venezia Giulia sono in difficoltà, mentre al Centro il saldo è negativo in Umbria e nelle Marche. E in Toscana? Sulla base dei dati della Cgia si evidenzia un saldo positivo pari a 92mila occupati in più rispetto ai pensionati (1 milione e 594mila occupati a fronte di 1 milione e 502mila pensionati).

Il progressivo aumento dei pensionati a fronte della diminuzione dei lavoratori attivi, a livello nazionale, desta preoccupazione: la sfida futura sarà far quadrare i conti.

Sempre la Cgia ha evidenziato un altro fenomeno legato alle pensioni, in particolare quelle "baby", cioè di chi ha versato pochi anni di contributi andando in pensione ancora relativamente giovane: secondo i dati riportati, costerebbero allo Stato circa 7 miliardi di euro all anno (0,4% Pil nazionale), lo stesso importo previsto quest'anno per il reddito/pensione di cittadinanza e superiore di quasi 2 miliardi della spesa 2020 per pagare gli assegni pensionistici per quota 100.



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