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Cronaca mercoledì 01 marzo 2017 ore 16:00

Morto a Bogotà, scatola di sonniferi sul comodino

E' stata fatta l'autopsia sul cadavere di Andrea Durin ma il personale dell'ambasciata non ha ottenuto l'autorizzazione per vedere il corpo



MONTELUPO — Un corpo su cui piangere: è questa la richiesta dei familiari di Andrea Durin, il tecnico del suono residente a Montelupo Fiorentino, trovato morto lo scorso 18 febbraio nella camera di un albergo a Bogotà.

Le autorità locali hanno fatto sapere a quelle consolari italiane che nella camera dell'hotel dove è stato trovato l'uomo è stata trovata una scatola di sonniferi. 

Secondo quanto si è appreso, il personale dell'ambasciata si è recato all'istituto di medicina legale dove si trova la salma del tecnico del suono, senza però ottenere l'autorizzazione per vedere il corpo. 

Sono state invece visionate delle fotografie del volto e della gamba sinistra con la lunga cicatrice di cui Paolo Durin aveva dato notizia ai rappresentanti dell'ambasciata.

"Non sappiamo più che fare: stiamo impazzendo. Prima mi hanno detto che dovevo recarmi a Bogotà per il riconoscimento poi, nella tarda serata di ieri, mi è stato spiegato che i rilievi autoptici erano già stati effettuati e che era inutile andassi lì perché non sarei riuscito a vedere il corpo. Basterebbe sapere che almeno si tratta di lui, vorremmo avesse una degna sepoltura", ha raccontato il fratello di Andrea, Paolo Durin. 



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