Cronaca Martedì 07 Aprile 2026 ore 18:50
Quasi 6mila metri cubi di rifiuti nella discarica in area protetta

Il sequestro dell'area risale a tre anni fa. Conclusa la classificazione e campionamento dei rifiuti scaricati nel terreno
MONTEMURLO — Ammonta a quasi 6mila metri cubi il volume di rifiuti scaricati in una delle più grandi discariche abusive mai trovate sul territorio pratese. Lo rende noto la Procura, a conclusione delle complesse operazioni di classificazione, campionamento e analisi chimico-fisiche che hanno tradotto in stime e numeri la portata dell'episodio.
Il sequestro risale a tre anni fa quando, a Montemurlo, nell'Area Naturale Protetta d'Interesse Locale del Monteferrato, fu scoperto un terreno di circa 2mila metri quadri trasformato in deposito di rifiuti, prevalentemente edili, a cielo aperto.
I geologi dell'Agenzia Regionale Protezione Ambiente Toscana (Arpat) hanno impiegato sofisticate tecniche di rilievo geofisico ed eseguito misurazioni con droni che hanno permesso di valutare il volume dei rifiuti in oltre 5.741 metri cubi – cui corrisponde un peso stimabile in circa 11.500 tonnellate scaricati precisamente su 1.876 metri quadri con uno spessore variabile che in certi tratti sfiora i sette metri. Il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Prato e Arpat hanno avviato e concluso le complesse operazioni di campionamento e caratterizzazione della massa inerte, indispensabili per rimuovere i rifiuti o bonificare l'area, onere che incombe sul proprietario dell'area (una donna novantenne all'epoca dei fatti, deceduta nel 2025) e il gestore affittuario (nipote della proprietaria) destinatario di specifica ordinanza comunale di rimozione. Dunque, ora quest'ultimo (e gli eventuali eredi della persona deceduta) dovrà concretamente eseguire detta ordinanza, che prevede espressamente la rimozione, o chiedere di sanare la discarica assumendosi ogni onere, opzione quest'ultima possibile solo a fronte di una specifica richiesta debitamente autorizzata dall'autorità comunale. In caso di inadempimento, il Comune di Montemurlo dovrà provvedere a far eseguire i lavori da un'impresa, addebitandoli al proprietario/affittuario dell'area.
Nella zona, in particolare, è stato accertato come sia stata sversata una considerevole quantità di rifiuti misti derivanti da attività di costruzione e demolizione, quali rifiuti edili (terre e rocce da scavo, laterizi, murature in mattoni, porzioni di piastrelle ceramiche per pavimenti e rivestimenti, agglomerati cementizi anche armati), rifiuti in legno, in plastica e rifiuti metallici.
La preliminare messa in sicurezza dell'area è già stata realizzata. Una volta rimossi i rifiuti, ovvero proceduto alla bonifica, spiega la Procura, potrà essere avviata la fase di ripristino dello stato preesistente dei luoghi.
Il processo è attualmente in corso nei confronti del gestore/affittuario dell'area, di tre titolari di imprese operanti nel settore edile e di un uomo quale presunto autore materiale degli sversamenti, avvenuti con l'impiego di autocarri. Quanto alla posizione della proprietaria, invece, il processo si estinguerà in quanto deceduta.
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