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Cronaca lunedì 07 dicembre 2020 ore 19:30

Strutture di accoglienza per minori, 8 arresti, coinvolti 2 sindaci

Al centro dell'inchiesta una cooperativa che avrebbe assunto parenti e amici di sindaci e funzionari in cambio di ingenti profitti e scarsi controlli



PROVINCIA DI MASSA — Corruzione e traffico di influenze illecite sono fra i reati contestati - a vario titolo - a otto persone - amministratori comunali, dipendenti pubblici e imprenditori - che da questa mattina si trovano agli arresti domiciliari su disposizione del giudice per le indagini preliminari di Massa Marta Baldasseroni.

Fra queste c'è il sindaco del Comune di Villafranca in Lunigiana, Abramo Bellesi, un dirigente del Comune di Massa, una professionista della Asl Toscana nord ovest, un ex giudice onorario del Tribunale dei minori, tre persone indicate come gestori della cooperativa Serinper, che si occupa di alcune strutture protette per minori e famiglie disagiate. Indagati nell'ambito della stessa inchiesta un altro sindaco, altri esponenti politici e funzionari.

Come riportano i carabinieri in un comunicato, dalle indagini sarebbe emerso che la cooperativa in questione avrebbe posto in essere "un collaudato sistema basato sulla metodica assunzione di parenti e amici di funzionari pubblici, tra cui quelli addetti al controllo del settore, e di coloro che, per qualche ragione, erano reputati 'utili' alla causa”.

"Siffatto sistema corruttivo, oltre a creare una commistione tra controllore e controllato - prosegue la nota dei carabinieri - ha permesso ai dirigenti della cooperativa di ottenere innumerevoli vantaggi, quali l’accumulo di ingenti profitti economici massimizzati dall’inserimento di utenti all’interno delle strutture in numero notevolmente superiore a quello consentito per legge, e dalla sistematica elusione dell’osservanza degli obblighi contrattuali stipulati con i vari enti della pubblica amministrazione".

I carabinieri spiegano che, durante l'inchiesta, sono emerse anche "gravissime violazioni degli standard minimi richiesti, consistenti, ad esempio, nel somministrare agli utenti cibo di scarsa qualità e in quantità insufficienti, nel non garantire condizioni igienico-sanitarie adeguate e assistenza di personale qualificato, nel far dormire i minori in giacigli di fortuna, nonché nel vessarli con minacce e sottoporli a manovre di costrizione fisica denominate 'contenimento'”.


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