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GIALLO Mazzola giovedì 28 aprile 2022 ore 07:30

La casa nel delitto, rifugio o luogo di indicibili segreti?

La casa nel romanzo giallo è ambivalente: luogo di protezione per eccellenza, nascondiglio accogliente, assenza del dolore ma, allo stesso tempo, anche lo scenario di terribili misfatti e indicibili segreti.



PECCIOLI — Quanto la casa sia importante per il protagonista ce lo dice Romano De Marco, nel suo ultimo, lucido romanzo che reca appunto il titolo La casa sul promontorio (Salani Editore, 2022). La villa di Ortona, a Punta Acquabella diventa il riparo affacciato sul mare di Mattia Lanza. 

Il noto scrittore, all’apice del suo successo, cerca di ritrovare sé stesso e l’ispirazione dopo una tragedia che ha sconvolto la sua vita. L’abitazione da cui era fuggito due anni prima era stata il teatro di una cruenta uccisione: tutta la famiglia dello scrittore viene da lui ritrovata priva di vita. “Il ricordo dei suoi cari si sovrapponeva all’immagine di quei cadaveri ammucchiati nel soggiorno della villa. E tutto quel sangue sui vestiti. A legare indissolubilmente quelle due feroci istantanee, il rimorso e la pena per non averli salvati”. Neanche l’assoluzione dal processo che lo vede unico imputato per il triplice omicidio della moglie e dei due figli può ridonare la pace a Mattia Lanza, né la permanenza in un luogo isolato e tranquillo, caratterizzato da un’architettura solida e robusta “La casa era protetta da una recinzione in blocchi di cemento che costeggiava l’ultimo tratto della strada… era una costruzione a due piani, dalle linee essenziali, con le pareti rivestite di intonaco bianco. L’ingresso era coperto da un robusto portico a pianta quadrata, con due panchine in legno e ferro ai lati dell’ingresso”. Nei desideri del protagonista la casa, simbolo della sua coscienza, è il luogo che salvaguarda la sua ispirazione; la fuga da un’abitazione all’altra non gli serve però a lasciare indietro i suoi tormenti: incubi, segreti, presenza di figure misteriose e nuove morti…

La casa è anche protagonista degli ultimi due romanzi di Donato Carrisi, La casa delle voci e La casa senza ricordi, ciclo che vede protagonista Piero Gerber, l’addormentatore dei bambini, uno psicologo che si occupa di casi minorili a Firenze e che riesce a far parlare le piccole vittime di traumi e violenze attraverso l’ipnosi. In questi due romanzi Carrisi analizza e passa in rassegna i molteplici significati che la parola casa può avere.

Ne La casa delle voci, pubblicato da Longanesi nel 2019, protagonista è Hanna Hall, donna dal passato doloroso: bambina dai molti nomi, vive con suo padre e sua madre perennemente in fuga, perennemente minacciata da estranei. Hanna non ha casa “il nostro viaggio finisce sempre con la promessa di ricominciare a viaggiare, ma quando giungiamo a destinazione, inizia un’altra vita, per prima cosa, perlustriamo la zona in cerca di una casa abbandonata. Siccome nessuno vuole più quelle abitazioni, diventano nostre. Ogni volta che arriviamo in un posto diverso, cambiamo i nostri nomi”. La casa di Hanna non è un rifugio stabile ma temporaneo, che ben presto si trasforma in una prigione minacciata e assediata dagli estranei, una trappola da cui non è possibile uscire.

L’unica casa stabile che Hanna crede di avere, infatti, è la sua famiglia: “la mia famiglia è un luogo. Sì un luogo. Forse per la maggior parte delle persone è una cosa normale conoscere la propria terra di origine, il posto da cui provengono. Per me non lo è. Quel posto per me sono mia madre e mio padre, il fatto è che non abitiamo mai abbastanza nello stesso luogo per sentirlo veramente nostro. Ci spostiamo in continuazione”.

Ma qual è la casa delle voci? La mente di Hanna? “Poteva essere uno dei vecchi abitanti della casa, a volte chiacchierava con loro o li sentiva muoversi come i topi, rasentando i muri. Ma gli spettri parlavano dentro, non fuori di lei”. Sono i “Tetti rossi”? Il San Salvi di Firenze, il manicomio da cui tutto ha origine? Per molto tempo era stato l’ospedale psichiatrico più grande d’Europa. Gerber “sapeva che in posti simili finivano non solo quelli che soffrivano effettivamente di una patologia mentale più o meno grave. Ma anche chi aveva un handicap e non apparteneva a una famiglia che potesse occuparsene. Il San Salvi era l’inferno dei poveri, per chi non poteva permettersi nemmeno di andare anzitempo in quello vero”.

Tutto continua a girare intorno alla mente.

La conferma di che cosa sia “casa” per Carrisi si trova in La casa senza ricordi.

La nostra mente è molto più potente della nostra coscienza”. Questa frase, che ritroviamo più volte nel romanzo pubblicato da Longanesi nel 2021, diventa il “leit motiv” del ciclo di Pietro Gerber.

Un bambino senza memoria viene ritrovato in un bosco della Valle dell’Inferno, ma è impossibile capire chi sia stato, perché Nikolin non parla. La sua coscienza è una casa buia e in apparenza inviolabile. Pietro Gerber viene chiamato a esplorare la mente di Nico, per scoprire quale sia la sua storia e ridare la voce ad un bambino senza ricordi. E attraverso l’ipnosi Nico ci parla della storia di un altro bambino. Tutto è giocato su un doppio livello: reale e mentale.

Anche in questo romanzo il punto di partenza è una casa reale, quella di un bambino, una casa molto voluta dai suoi genitori che lasciano la città per un rifugio isolato in collina: “era poco più di un rudere, me lo ricordo, ma lei e il babbo l’hanno rimesso in sesto poco alla volta, spendendo tutti i risparmi che avevano da parte”. La casa è sinonimo quindi di protezione e amore, che nuovamente e ben presto si trasforma in un luogo minaccioso e da cui scappare “il più lontano possibile dal luogo che amo di più e in cui sono stato sempre amato. Casa mia”. Per capire davvero che cosa è successo a Nico dobbiamo pertanto varcare la soglia della sua casa interiore.

C’è un posto dentro di noi, remoto e sconosciuto. Gli ipnotisti lo chiamano la stanza perduta. Nessuno sa esattamente dove si trovi e come ci si arrivi. È una specie di ripostiglio dove negli anni accantoniamo tutto ciò che non ci piace di noi stessi o le scorie del nostro inconscio”.

Infatti il mistero della mente umana, del conscio e dell’inconscio, è talmente affascinante da diventare il protagonista assoluto della storia.

E così automaticamente iniziamo anche noi a domandarci: che rapporto abbiamo con la nostra “vera casa” cioè la nostra mente?

Lo staff della Biblioteca Comunale Fonte Mazzola di Peccioli

CONSIGLI DI LETTURA

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Perché proprio il giallo a Fonte Mazzola?

Tutto è iniziato nel 2016 con “Parole Guardate”, il nostro Festival del giallo. Un progetto di contaminazione tra teatro, letteratura e scrittura, per adulti e bambini.

La particolarità del progetto Parole Guardate è stata quella di incentrare le sue attività e gli eventi sulle opere di un unico scrittore: negli anni sono stati protagonisti grandi e prolifici autori come Maurizio de Giovanni, Romano De Marco, Marilù Oliva, Giampaolo Simi, Piergiorgio Pulixi, penne che hanno riscosso molto successo e affetto da parte del pubblico.

La Biblioteca Comunale e Archivio Fonte Mazzola, con i suoi 400 metri quadri di ampiezza e una collocazione spettacolare sul limitare della campagna pecciolese, è stata inaugurata il 26 gennaio 2019. Qui puoi trovare una sezione dedicata al giallo italiano e straniero (americano, inglese, nord-europeo, francese…) e un patrimonio librario composto da ottomila volumi, la preziosa collezione del prof. Arnaldo Nesti, consistente in altri novemila volumi e la donazione del Prof. De Santi, composta da altri mille libri, rari e di pregio, monografici sul cinema.

Tutti gli spazi sono utilizzabili in assenza dell’operatore bibliotecario ogni giorno dalle h. 8 alle 24 (comprese la Domenica e i giorni festivi), tramite un codice personale di accesso. L’iniziativa, unica sul territorio della Valdera, è il fiore all’occhiello della nostra Biblioteca e permette a numerosi studenti e utenti di frequentare in libertà, ma con assoluto rispetto, le sale a disposizione.

Qui troverai una Biblioteca dei Ragazzi con un’ampia varietà di letture dedicate in una luminosa sala, rivolta verso l’Anfiteatro Fonte Mazzola; lo “Speaker’s corner”,l’angolino del parlato, la nuovissima attività proposta agli utenti dai 6-14 anni in cui un nostro operatore esperto sarà a disposizione per conversare in lingua inglese. Per la fascia di età 8-12 sarà organizzato un circolo di piccoli lettori, dal titolo “Dieci piccoli detective”: incontri mensili dedicati alla lettura e dinamiche dei romanzi gialli.

Tante le attività e le novità previste per il nostro Maggio dei libri che vedrà un rafforzamento del Progetto Nati per Leggere, molte attività del Circolo dei Lettori, la ripresa di corsi di scrittura, un rinnovamento del Progetto Parole Guardate e numerosi benefits dedicati ai nostri studenti e ai nuovi iscritti.


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