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Attualità sabato 11 aprile 2015 ore 18:05

"Piano del paesaggio, un grande passo in avanti"

Oggi il ministro Franceschini ha siglato con il governatore Rossi l'accordo di co-pianificazione, ultimo passaggio del faticoso iter



SIENA — Un piccolo tavolinetto, sulla banchina della stazione di Siena, sommerso e quasi assediato da una selva di macchine fotografiche e telecamere, per una firma "storica" per la Toscana. Se non altro perché segna la conclusione di un percorso politico, quello dell'approvazione del piano del paesaggio toscano, lungo 5 anni e assai travagliato per le polemiche politiche suscitate. 

L'accordo di co-pianificazione tra Mibact e Regione Toscana su cui oggi hanno apposto le loro firme il ministro Franceschini e il governatore Enrico Rossi, costituisce infatti l'ultimo passaggio burocratico-amministrativo per la piena entrata in vigore di quello che per il governatore Rossi è il documento più importante approvato sottto la sua presidenza. "Rappresenta - ha voluto rimarcare - l'atto centrale della legislatura che ci stiamo lasciando alle spalle, un atto che avrà ricadute di grandissimo significato sul futuro che intendiamo costruire per la Toscana". Come, per Rossi, è presto detto: "Alziamo un argine contro il brutto, contro la devastazione della speculazione. Non era facile arrivare in fondo e noi ci siamo arrivati con un'ampia maggioranza". "

Sulla stessa linea onda il ministro Dario Franceschini, che con Rossi ha lavorato fianco a fianco sul testo passato poi all'approvazione finale del Consiglio Regionale: "Un grande passo avanti per la difesa dell'ambiente" ha definito il piano del paesaggio. 

Subito dopo il ministro è salito, assieme allo stesso Rossi, all'ad di Fs Mario elia e l'ad di Trenitalia Mauro Moretti, a bordo del nuovo treno della Val d'Orcia composto di vetture storiche restaurate, che grazie al progetto sostenuto da Mibact e Ferrovie, tornerà a viaggiare sulla linea Asciano-Montalcino-Monte Antico. Una nuova opportunità per il turismo "slow" e "verde" dei tanti tesori nascosti del Belpaese. "L'Italia e' il paese delle 100 citta' d'arte ma non e' capace di farle conoscere adeguatamente al mondo" ha detto Franceschini, aggiungendo:  "Non possiamo pensare ad un turismo mordi e fuggi ma ad un turismoa ad alta qualità. Il nostro Paese ha potenzialità formidabili se investe su se stesso essendo un museo diffuso unico al mondo".



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