Attualità Venerdì 10 Aprile 2026 ore 12:45
Con la crisi climatica estinto un arbusto toscano

Si chiama Santolina etrusca la pianta aromatica scomparsa. Era endemica e storicamente diffusa in 83 siti toscani. Lo studio dell'università di Pisa
PISA — Diffuso in Toscana meridionale e storicamente anche in diverse aree della Toscana settentrionale, il piccolo arbusto aromatico endemico italiano Santolina etrusca non c'è più. Estinto. E la colpa è del cambiamento climatico. E' quanto emerge da uno studio dell’Università di Pisa pubblicato da Cambridge University Press sulla rivista internazionale Environmental Conservation, che analizza proprio il caso di questa pianticella scomparsa.
La ricerca è firmata da Lorenzo Peruzzi, Paola De Giorgi e Antonio Giacò del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa insieme ad Alessandro Chiarucci e David Dolci dell’Università di Bologna. Mette in relazione l’estinzione locale di Santolina etrusca con specifici fattori climatici, fornendo una delle rare evidenze empiriche del ruolo diretto del clima nella perdita di biodiversità vegetale.
Classificata come “quasi minacciata” nella Lista Rossa globale dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, Santolina etrusca presenta una distribuzione frammentata che includeva, tra le altre aree, le vallate dell’Arno e della Lima, un affluente del Serchio che scorre tra le province di Pistoia e di Lucca, il Monte Amiata, la Maremma e la val d’Orcia. Nel corso del Novecento, però, tutte le popolazioni situate ai margini settentrionali e meridionali del suo areale sono scomparse.
Cosa è successo
Analizzando gli 83 siti in cui era presente, i ricercatori hanno confrontato le condizioni climatiche e l’uso del suolo, escludendo che le trasformazioni del territorio siano state il principale fattore responsabile delle estinzioni locali.
“I nostri risultati mostrano una chiara associazione tra cambiamento climatico ed estinzioni locali di popolazioni vegetali – spiega Lorenzo Peruzzi, professore di Botanica sistematica, in una nota dell'università di Pisa –. È un dato particolarmente rilevante perché si basa su evidenze dirette e non solo su modelli previsionali, e riguarda una specie esclusiva del nostro territorio”.
Lo studio indica inoltre che molte di queste differenze climatiche erano già presenti all’inizio del Novecento, suggerendo che alcune popolazioni si trovassero già in condizioni ambientali sfavorevoli, poi aggravate dalle dinamiche climatiche più recenti.
“Le popolazioni ai margini dell’area di distribuzione di una specie sono le più vulnerabili e rappresentano un indicatore sensibile dei cambiamenti in atto”, aggiunge Peruzzi.
“Questo caso suggerisce che anche la flora mediterranea, spesso considerata resiliente, può subire perdite significative, con possibili ricadute sugli ecosistemi locali. Specie con caratteristiche ecologiche simili a Santolina etrusca potrebbero andare incontro a ulteriori estinzioni locali, rendendo ancora più urgente il monitoraggio e la conservazione della biodiversità vegetale”.
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