Attualità Lunedì 16 Marzo 2026 ore 18:40
Il 2025 tra gli anni più caldi degli ultimi 70

2025 caldo e piovoso, con temperature e precipitazioni sopra la media. I dati del rapporto Lamma sul clima in Toscana
TOSCANA — Il 2025 è stato uno tra gli anni più caldi dal 1955 ad oggi in Toscana. E' quanto emerge dal rapporto redatto dal Consorzio Lamma, Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica Ambientale per lo sviluppo sostenibile.
In particolare, il 2025 è risultato il quarto anno più caldo nell'arco degli ultimi 70, con una anomalia della temperatura media di +1,11 °C rispetto al periodo 1991-2020. Se però confrontiamo il dato del 2025 con il clima che avevamo cinquant’anni fa, media 1961-1990, l’aumento risulta ancora più evidente: ben +2,05 °C sopra la media. Dati coerenti con quelli registrati anche a livello nazionale ed europeo. A livello mondiale il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato, dopo il 2024 e il 2023.
Il 2025, in Toscana, è stato anche particolarmente piovoso, con precipitazioni sopra la media (+20%), in particolare nel nord della regione: a Massa, ad esempio, sono caduti oltre 2100 millimetri di pioggia, circa il 75% oltre la media. Intense precipitazioni hanno interessato anche l’Isola d’Elba, colpita da diversi nubifragi.
Ad illustrare i dati del rapporto, presentato questa mattina a Palazzo Strozzi Sacrati, il presidente della Regione Eugenio Giani e il direttore del Consorzio Lamma Bernardo Gozzini.
Giani ha sottolineato come il clima rappresenti "Uno dei temi cruciali con i quali, come istituzioni, siamo chiamati a confrontarci per il governo del territorio".
"Ormai - ha aggiunto- si assiste ad una tendenza consolidata che vede un surriscaldamento globale che si riflette in maniera plastica anche sulla nostra Toscana. Il trend dell’aumento delle temperature si registra anche per l’anno appena passato che, con i due precedenti è tra i più caldi dagli anni ‘50”.
Il presidente ha espresso preoccupazione per l'aumento delle piogge e ai fenomeni eccezionali "sempre più frequenti, penso ad esempio alle cosiddette ‘bombe d’acqua’ che hanno colpito l’Elba, confermano che la difesa del suolo si pone oggi come una priorità assoluta".
Gozzini ha sottolineato come i dati evidzino un cambiamento climatico in atto anche in Toscana. "Monitorare con continuità quello che accade sul nostro territorio - ha spiegato- è fondamentale per comprendere i rischi e supportare le politiche pubbliche.Il valore dei centri di competenza a scala regionale è ancora più importante quando parliamo di scenari per il clima del futuro, cioè di quello che accadrà nei prossimi anni".
Per comprendere con maggiore precisione gli impatti climatici attesi in Toscana, secondo Gozzini, serve declinare a livello regionale gli scenari prodotti dai grandi centri internazionali, solidi a scala globale e nazionale.
"Su questo - ha aggiunto il direttore del Consorzio- sarebbe importante un ulteriore sforzo della Regione attraverso il Lamma. Investire in questo tipo di conoscenza significa dotare la Toscana di strumenti utili per pianificare il futuro: dall’agricoltura alla gestione dell’acqua, dalla salute alla progettazione delle città”.
Sulla base degli scenari climatici regionali, Gozzini ha illustrato gli effetti attesi per le stagioni future in Toscana: “Gli scenari per l’estate - ha spiegato Gozzini - indicano una maggiore frequenza di blocchi anticiclonici subtropicali, con un afflusso più frequente di aria calda dal Nord Africa. Questo potrebbe portare a un raddoppio delle giornate con temperature sopra i 35 gradi. Questo dato non ci dice solo che avremo più caldo, ma significa che dobbiamo ripensare ad esempio gli spazi delle nostre città: spazi ombreggiati, edifici pubblici e scuole più adatti alle ondate di calore, nuove attenzioni per chi vive e lavora all’aperto. Sono cambiamenti che riguardano la vita quotidiana di tutti. Anche la primavera sta cambiando, con temperature più alte le fioriture delle colture mediterranee, come l’olivo, potrebbero arrivare fino a due settimane prima rispetto a oggi. Questo può aumentare la vulnerabilità dell’agricoltura alle gelate tardive. È un esempio concreto di come il cambiamento climatico abbia effetti diretti sulle nostre produzioni e sul paesaggio agricolo”.
Un'attenzione particolare sul clima futuro e sul possibile cambiamento delle stagioni nella nostra regione arriva anche dal nuovo calendario Lamma 2026 “Dodici mesi di clima in Toscana”, giunto alla quarta edizione e che quest'anno propone uno sguardo al clima del 2050, basandosi su dati e tendenze derivanti dalle proiezioni scientifiche più accreditate.
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