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Attualità venerdì 23 febbraio 2024 ore 13:20

Curare il Parkinson con la nuova mappa del cervello

 Studio sulle connessione cerebrali
Studio sulle connessione cerebrali (Foto: Barbara Hollunder)

Lo studio di neuroscienziati toscani apre nuove vie di cura non solo per il morbo di Parkinson, ma anche per distonia e sindrome di Tourette



PISA — Quando alcune connessioni cerebrali non funzionano correttamente, possono insorgere disturbi come il morbo di Parkinson, la distonia, il disturbo ossessivo-compulsivo (Doc) e la sindrome di Tourette: ora per queste patologie si apre una nuova prospettiva di cura grazie a una nuova mappa delle connessioni cerebrali. Lo studio pubblicato su Nature Neuroscience aggrega le esperienze scientifiche di ricercatori di tutto il mondo, e non manca l'autorevole voce toscana con il contributo del ricercatore Alberto Mazzoni e del suo laboratorio di Neuroinegneria Computazionale sulla sindrome di Tourette della Scuola universitaria superiore Sant'Anna di Pisa.

La stimolazione cerebrale profonda (Deep Brain Stimulation, Dbs) è una tecnica usata da anni per curare questo tipo di malattie. Quello che è sorprendente è che tutte possono essere curate stimolando un’unica area chiave del cervello: il nucleo subtalamico. Ebbene, sotto la guida di studiosi del Charité di Berlino e del Brigham and Women’s Hospital di Boston sono state messe insieme le ricerche di vari gruppi nel mondo sulle terapie di stimolazione cerebrale profonda su oltre 500 pazienti. 

Il risultato è una mappa unica delle reti cerebrali disturbate che è stata pubblicata su Nature Neuroscience e che è in grado di capire quali connessioni fossero state attivate in ogni paziente. Questa mappa non solo chiarisce quali sono le connessioni coinvolte in ogni malattia (o in più di una malattia), ma servirà in futuro a capire quali zone devono essere stimolate per guarirla.

Alberto Mazzoni

Alberto Mazzoni

Il contributo dell’Istituto di BioRobotica sulla sindrome di Tourette

I disturbi neurologici e neuropsichiatrici si presentano con un ampio spettro di sintomi diversi, dai disturbi dell'umore e dell'elaborazione delle informazioni ai deficit motori. Ma hanno una cosa in comune: sono tutti attribuibili al malfunzionamento delle connessioni tra specifiche regioni del cervello. In termini semplificati, quando i circuiti cerebrali diventano disfunzionali, possono agire come freni sulle funzioni cerebrali che il circuito normalmente svolge.

Da anni il Laboratorio di Neuroingegneria Computazionale dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, coordinato dal ricercatore Alberto Mazzoni, lavora sull’attività neuronale associata alla sindrome di Tourette nel nucleo subtalamico, il cui collegamento era fino a quel momento non molto chiaro.

“Assieme ai colleghi dell’Istituto Neurologico Carlo Besta - spiega Mazzoni - siamo andati a vedere l’attività dei neuroni in diverse zone del nucleo e abbiamo studiato il collegamento tra questa attività e l’esito delle terapie di stimolazione cerebrale profonda relativamente alla riduzione dei Tic associati alla Tourette. Questi risultati hanno avuto una seconda vita quando li abbiamo usati per contribuire, insieme ai principali gruppi di tutto il mondo, a tracciare il grande atlante delle connessioni degli effetti della stimolazione del nucleo sulle varie parti del cervello che è stato pubblicato su Nature Neuroscience”.


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