
Harry e Meghan in Australia tra eventi benefici, visite in ospedali pediatrici e summit (con biglietti costosissimi)
Attualità Martedì 14 Aprile 2026 ore 14:56
Studiosi toscani sorvegliano i ghiacciai

L'università di Pisa ha monitorato la situazione in Italia nell'ambito dello studio internazionale coordinato dal World Glacier Monitoring Service
PISA — I ghiacciai del pianeta continuano ad arretrare e nel 2025, escludendo le calotte glaciali di Groenlandia e Antartide, hanno registrato una perdita netta di massa di circa 408 giga-tonnellate, equivalenti a un innalzamento del livello del mare di circa 1,1 millimetri. È quanto emerge da uno studio internazionale coordinato dal World Glacier Monitoring Service (Wgms), al quale ha contribuito anche l’Università di Pisa con il professor Carlo Baroni del Dipartimento di Scienze della Terra, in qualità di corrispondente italiano.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista internazionaleClimate Chronicles di Nature Reviews Earth & Environmente nel Rapporto sullo Stato del Clima in Europa 2025.
“Per dare un’idea del processo in atto – ha spiegato Michael Zemp, direttore del Wgms – la perdita annuale di massa dei ghiacciai nel 2025 avrebbe potuto riempire cinque piscine olimpioniche ogni secondo per l’intero anno”.
Lo studio si è avvalso delle osservazioni raccolte da una vasta rete internazionale di ricercatori, università e istituti di ricerca, tra cui anche il Comitato Glaciologico Italiano. L'università di Pisa ha contribuito con il monitoraggio e l’analisi dei ghiacciai italiani. “Nell’anno idrologico 2025 – spiega il professor Carlo Baroni – tutti i ghiacciai italiani monitorati hanno registrato bilanci di massa negativi, a conferma di una tendenza ormai consolidata e preoccupante per il futuro delle nostre risorse idriche”.
"Tutti i 16 ghiacciai italiani osservati, insieme al glacionevato del Calderone nel Gruppo del Gran Sasso - spiega l'Università di Pisa - hanno evidenziato perdite, con una perdita mediana di -1038 mm di equivalente in acqua. Le situazioni più critiche sono state registrate sulla Vedretta Pendente, sul Ghiacciaio di Malavalle e sul Ghiacciaio del Careser, mentre perdite più contenute si sono osservate per il Ghiacciaio de La Mare, il Ghiacciaio Occidentale del Montasio e il Calderone.
Le abbondanti precipitazioni nevose invernali hanno contribuito a mitigare parzialmente le perdite nel settore piemontese-valdostano, in particolare sul Ghiacciaio del Ciardoney. Al contrario, Lombardia e Triveneto hanno registrato accumuli nevosi più limitati, con condizioni particolarmente critiche in Lombardia e nelle Alpi Retiche (Careser e Malavalle)".
"Resta tuttavia determinante - conclude l'università di Pisa- il ruolo delle perdite estive, soprattutto nei ghiacciai caratterizzati da scarsi accumuli invernali: un fattore che continua a guidare i bilanci di massa negativi degli ultimi anni e che rende sempre più urgente un monitoraggio costante".
Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI











