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Attualità Martedì 14 Aprile 2026 ore 13:45
Enormi serbatoi di magma nel cuore della Toscana

La scoperta di un team di studiosi tra Svizzera, Pisa, Firenze e Milano: nell'area di Larderello e Monte Amiata potrebbero esserci anche terre rare
TOSCANA — Uno scrigno che nasconde energia e, forse, grandi ricchezze. È quello che uno studio guidato dall'Università di Ginevra, cui hanno partecipato anche l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Pisa, l'Istituto di Geoscienze e Georisorse del Cnr di Firenze e le Università di Milano e di Firenze, ha scoperto nel sottosuolo della Toscana. Dove, appunto, si nascondono enormi serbatoi di migliaia di chilometri cubi di magma.
Una scoperta che riguarda da vicino le aree geotermiche di Larderello e del Monte Amiata, a profondità comprese tra 8 e 15 chilometri. Così, queste zone si collocano sullo stesso livello del parco nazionale di Yellowstone negli Stati Uniti, del lago Toba in Indonesia e del vulcano Taupo in Nuova Zelanda. Luoghi, appunto, dove si trovano serbatoi paragonabili e che alimentano "supervulcani".
Si tratta di una vera e propria svolta per la transizione energetica. C'è, infatti, la possibilità di sfruttare il calore geotermico emesso e di estrarre metalli chiave come litio e terre rare, che si trovano spesso in associazione a questi serbatoi di magma. "Sapevamo che questa zona, che si estende da nord a sud attraverso la Toscana, è geotermicamente attiva - dice l'italiano Matteo Lupi dell'Università di Ginevra, che ha guidato lo studio - ma dei serbatoi magmatici così grandi erano difficili da immaginare. Questo ritrovamento ha dello straordinario".
I ricercatori hanno usato un'innovativa tecnica chiamata "tomografia del rumore ambientale". "Si tratta di un metodo che permette di radiografare la crosta terrestre - afferma Domenico Montanari del Cnr, coautore dello studio - sfruttando le vibrazioni che sono continuamente generate dalle onde oceaniche, dal vento o dalle attività antropiche. La propagazione di questi segnali viene captata da sensori sismici installati in superficie, in questo studio ne sono stati utilizzati circa 60".
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