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Politica venerdì 22 aprile 2022 ore 18:50

Base militare a Coltano, il governo tira dritto

In parlamento il sottosegretario Rossano Sasso ha risposto alla interpellanza urgente presentata da Yana Chiara Ehm, deputata di Manifesta



PISA — Con una interpellanza urgente presentata dalla deputata di Manifesta Yana Chiara Ehm, alla Camera dei Deputati si è parlato stamane del progetto della base militare a Coltano. Una installazione che dovrebbe ospitare, su 72,9 ettari all'interno del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, i carabinieri del Gruppo di Intervento Speciale (Gis), il 1° Reggimento Paracadutisti “Tuscania” ed il Centro Cinofili dell'Arma. A rispondere è stato il sottosegretario Rossano Sasso, il quale ha definito strategica la scelta del luogo per operare in caso di emergenza, in quanto vicina all'aeroporto di Pisa dove ha sede la 46a Brigata Aerea. Confermando così la volontà del Governo di portare avanti il progetto.

Rossano Sasso

Circa il costo, Sasso ha parlato di circa 190 milioni di euro, finanziati non con il Pnrr ma con il Fondo per lo sviluppo e la coesione sociale. Riguardo all'iter, il sottosegretario ha annunciato che gli enti locali verranno coinvolti, potendo presentare osservazioni e migliorie in sede di Conferenza dei servizi.

In tal senso, ha reso noto che il 4 Maggio si terrà a Firenze una riunione con tutti gli enti interessati - vertici militari, Regione Toscana, Comune di Pisa ed Ente Parco -, cui farà seguito un incontro, già fissato, fra il sindaco di Pisa Michele Conti e il ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

Sasso ha quindi ricordato quanto già trapelato sul progetto, sottolineando le "emissioni pressoché zero" che la progettazione della base militare garantirà, con particolare attenzione alla tutela ambientale, inserendosi "in un'area marginale del Parco di proprietà demaniale". 

Il Dpcm firmato dal presidente del consiglio Mario Draghi, ha infine specificato il sottosegretario, snellisce le procedure per realizzare la base ma il progetto, la cui esecuzione sarà affidata a un commissario straordinario, sarà comunque sottoposto alla Valutazione di impatto ambientale.

Yana Chiara Ehm

Ehm ha ribadito la sua netta contrarietà al progetto, parlando di forti rischi ambientali e di infiltrazioni mafiose, in un'area dove già si trovano numerosi insediamenti militari. Per la deputata di Manifesta il progetto va contro il Parco e la maggioranza dei pisani, visto che numerosi partiti si son detti contrari alla collocazione di una nuova base militare a Coltano e i restanti aspettano di vedere il progetto. Ma il governo, a quanto pare, è deciso a realizzare l'opera.

Di seguito la risposta integrale del deputato Rossano Sasso, sottosegretario di Stato per l'istruzione.

"In merito alla questione relativa alla realizzazione all'interno del Parco regionale dell'opera infrastrutturale che ospiterà il Gruppo di intervento speciale, il 1° Reggimento carabinieri paracadutisti “Tuscania”, nonché il Centro cinofili dell'Arma dei carabinieri, appare necessario premettere che i menzionati reparti sono attualmente ubicati in strutture ormai non più idonee a soddisfare i requisiti minimi di funzionalità sotto il profilo dell'efficienza operativa e della capacità addestrativa.

La collocazione delle parti speciali in una nuova caserma, soluzione per la quale da tempo l'Arma ha avviato mirate ricerche, è assolutamente indispensabile per non depauperare i livelli di efficienza operativa a danno della sicurezza del Paese.

Con particolare riguardo alla base, si rappresenta che: la località prescelta, di proprietà demaniale e rientrante nella cosiddetta “area agricola delle aree esterne”, posta in posizione del tutto marginale nel Parco regionale, dista meno di 10 chilometri, sia dall'aeroporto di Pisa, ove è collocata la 46° Aerobrigata dell'Aeronautica militare, che assicura, tra l'altro, la mobilità strategica sul territorio nazionale di detti reparti, sia dalla principale area addestrativa di cui si avvalgono il GIS e il Reggimento “Tuscania”; presenta, inoltre, già alcune costruzioni - che ospitano una ex base radar, ora in disuso – e, per il resto, è adibita a coltivazioni da parte di affittuari.

Per quanto concerne l'opera, che implica un onere complessivo di 190 milioni di euro, si precisa che: la declaratoria di destinazione dell'opera alla difesa nazionale è meramente confermativa di uno stato di fatto del tutto evidente, considerati i reparti coinvolti nel progetto, in linea con quanto sancito dall'articolo 233 del decreto legislativo n. 66 del 2010 - Codice dell'ordinamento militare. Tale attestazione consentirà di attivare una procedura autorizzatoria semplificata, che, comunque, non esclude la valutazione di impatto ambientale; la sua realizzazione sarà affidata a un commissario straordinario, al fine di consentire l'attivazione di ulteriori rilevanti strumenti di semplificazione procedurale; gli enti locali potranno partecipare all'individuazione delle migliori soluzioni aderenti alle esigenze del territorio mediante le conferenze di servizi; avrà un'estensione complessiva di 72,9 ettari, di cui 28 saranno mantenuti a superficie verde, valorizzata con un'estesa piantumazione di vegetazione autoctona per incrementare l'assorbimento di anidride carbonica, 5 per le edificazioni (pari allo 0,02 per cento delle dimensioni del Parco) e, infine, 40 ettari adibiti a viabilità e servizi, con idonee opere di regimazione - per non modificare l'equilibrio idrico del sedime - e di vegetazione; l'intervento permetterà di istituire, nella nuova base, anche un reparto biodiversità, dotato di unità ippomontate per la vigilanza dello stesso e di unità cinofile antiveleno; i criteri di progettazione perseguono un bassissimo impatto ambientale e paesaggistico che, oltre agli interventi di mitigazione e compensazione individuati durante l'iter di approvazione, garantiranno emissioni pressoché nulle grazie alla coibentazione delle superfici verticali e orizzontali e al ricorso a sistemi di riscaldamento e condizionamento con impianti fotovoltaici e solare termico.

Inoltre, occorre evidenziare che: il Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili ha indicato di finanziare quest'opera attraverso il Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027 e non con fondi del PNRR. Nel 2021, è stata illustrata la progettualità in esame al presidente del Parco, dottor Lorenzo Bani; nel sito in questione saranno realizzati un asilo nido e rilevanti impianti ginnico-sportivi che saranno messi a disposizione anche della collettività, mediante protocollo d'intesa.

Si rappresenta, altresì, che l'Arma dei Carabinieri, con due distinti comunicati stampa del 12 e del 14 Aprile, ha poi evidenziato che: le caratteristiche del progetto saranno condivise in sede di conferenza di servizi e sottoposte alla verifica della Commissione regionale per la VIA; l'insediamento, qualora condiviso, potrà costituire un ulteriore occasione per la crescita dello sviluppo socioeconomico dell'area, poiché, oltre al coinvolgimento delle maestranze e delle aziende dell'indotto circostante per la gestione logistica della caserma, prevede la realizzazione di impianti sportivi messi a disposizione anche della collettività, nonché la costruzione di un centro di educazione ambientale con percorsi naturalistici, comprensivi di un orto botanico e un arboreto, gestito dal costituendo distaccamento dei Carabinieri per la biodiversità.

A testimonianza, infine, dell'importanza che la Difesa annette al coinvolgimento degli organi del territorio, si rende noto che, in data 4 maggio prossimo venturo, si terrà un incontro a Firenze tra ufficiali del Comando generale e il sindaco di Pisa, nonché rappresentanti della regione Toscana, dell'Ente parco e del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, per favorire uno scambio di idee sulla realizzazione della caserma e venire incontro alle esigenze rappresentate. A detto incontro, ne seguirà un altro, già programmato, tra il sindaco di Pisa e il Ministro della Difesa.

Tanto premesso, ove il progetto non dovesse trovare la piena condivisione, nel rispetto delle diverse idee, saranno prese in considerazione ulteriori soluzioni, fermo restando che le forze da allocare hanno, comunque, l'esigenza di trovare una sede vicina a omologhi reparti delle altre Forze armate, per lo svolgimento di sinergiche attività addestrative aviolancistiche, e in prossimità dell'aeroporto militare di Pisa, per assicurare l'immediato trasporto in caso di necessità operative".


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