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Attualità domenica 29 novembre 2020 ore 15:50

Addio al partigiano maratoneta Valerio Puccianti

Valerio "Enzo" Puccianti

E' morto a 98 anni. Ha fatto parte della Brigata “Gino Bozzi”, dove ha preso il nome di battaglia “Enzo”, in omaggio al fratello morto in giovane età



PISTOIA — L’Istituto storico della Resistenza di Pistoia ha reso nota la scomparsa del partigiano Valerio “Enzo” Puccianti, avvenuta nella tarda serata di ieri. Scomparso all'età di 98 anni Enzo lascia un grande vuoto nella comunità che lo ha amato come partigiano, come cronista e come maratoneta "Sarà ricordato così Valerio Puccianti, col suo fazzoletto rosso al collo e con le ali sempre ai piedi".

Era emigrato in Francia, a Parigi, ma nonostante la distanza, non ha mai dimenticato Maresca dove d’estate, ogni anno è tornato ed ha partecipato per ben 12 volte consecutive alla corsa podistica Pistoia-Abetone. 

L'Istituto della Resistenza lo ha così ricordato "Ultimo di 5 figli, Valerio nasce nel 1922 a Bardalone, nel Comune di S. Marcello-Piteglio. Dopo aver frequentato la scuola professionale della SMI di Campo Tizzoro entra poi a lavorare nella fabbrica giovanissimo, a 12 anni, come calibrista. Ed è proprio nella fabbrica, grazie al contatto con antifascisti di vecchia data, che Valerio inizia a maturare la sua coscienza politica comunista e antifascista. Entra così a far parte della Brigata “Gino Bozzi”, dove ricoprirà il ruolo di Vice Commissario col nome di battaglia “Enzo”, in omaggio al fratello morto in giovane età. Dopo la liberazione di Campo Tizzoro nel settembre del ’44, Valerio sceglie, nella primavera del 1945, di continuare a combattere nel ricostituito Esercito cobelligerante italiano: parte quindi per il fronte di Bologna, poi a Brescia e Bergamo fino alla fine del conflitto. Terminata la guerra, Valerio partecipa agli scioperi contro i licenziamenti indiscriminati messi in opera dalla SMI e, nel 1948, è presente alla “Marcia della fame”. Entra a far parte del Consiglio comunale di S. Marcello e lavora come sindacalista presso la Camera del Lavoro di S. Marcello. Si occupa anche, insieme ad altri suoi compagni della “Bozzi”, della ricostruzione della ex Casa del fascio di Maresca (bombardata dagli Alleati durante la guerra), che da allora diventa la Casa del popolo del paese montano. Avendo da sempre la passione per la scrittura, diventa corrispondente de "La Voce", periodico della Federazione del PCI di Pistoia; alcuni suoi articoli sono pubblicati anche su L’Unità. Le condizioni di miseria sulla montagna pistoiese sono però tali che, nel 1952, Valerio è costretto a emigrare assieme alla sua famiglia: dopo una serie di peripezie, si stabilisce infine a Parigi, dove, grazie alle sue qualifiche di operaio specializzato, trova impiego presso la casa automobilistica Citroën, dove lavorerà per i successivi trent’anni fino alla pensione."



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