Cronaca Martedì 14 Luglio 2026 ore 13:24
Operai rinchiusi nelle fabbriche e turni fino a 16 ore

Imprenditore agli arresti domiciliari. E' accusato di intermediazione illecita, sfruttamento del lavoro e impiego di manodopera clandestina
PRATO — Intermediazione illecita, sfruttamento del lavoro e impiego di manodopera clandestina. Sono le accuse che hanno fatto scattare gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti di un imprenditore di origini cinesi, che tramite prestanome avrebbe operato in tre imprese individuali che producono capi di abbigliamento su commissione di aziende di pronto moda su scala internazionale.
Il destinatario della misura risulta essere stato in passato oggetto di indagine per analoghe fattispecie di reato in relazione alle quali aveva patteggiato una condanna divenuta definitiva.
Le indagini, attuate nell'arco di oltre un anno e con circa cento giorni di monitoraggio costante dei siti produttivi da parte degli investigatori, hanno consentito di rilevare le condizioni lavorative di 20 operai cinesi, per lo più irregolari, giunti in Italia attraverso circuiti di immigrazione clandestini.
Secondo quanto riportato in una nota della Procura, i lavoratori sarebbero stati "Impiegati in turni di lavoro massacranti, con picchi di sedici ore giornaliere, sette giorni su sette, senza alcuna forma di tutela previdenziale e assicurativa, alloggiati all'interno di due dormitori funzionali all'attività d'impresa, ubicati a pochi decine di metri di distanza dai siti di produzione". Sempre secondo quanto emerso nel corso delle indagini, inoltre, i lavoratori, tutti in stato di bisogno, a più riprese, sarebbero stati "rinchiusi nelle fabbriche per impedire il loro allontanamento" e "neutralizzare interventi da parte delle forze di polizia".
L'analisi dei quaderni del cottimo avrebbe poi evidenziato salari parametrati su pochi centesimi di euro per ogni articolo prodotto, restituendo salari complessivi ben al di sotto rispetto agli importi previsti dai contratti collettivi nazionali.
Una delle imprese gestite dall'uomo, nel corso delle investigazioni, è stata oggetto di attenzione anche da parte dell'Agenzia delle Entrate, che avrebbero portato alla luce, l'omessa presentazione di tutte le dichiarazioni periodiche Iva, la mancanza di versamento di tributi e ritenute e l'emissione di fatture per importi esorbitanti, nonostante l'assenza di dipendenti formalmente assunti.
Le indagini della Procura di Prato si sono avvalse del supporto investigativo del Gruppo Anti Sfruttamento dell'Asi Toscana Centro e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Prato.
La misura cautelare è stata emessa dal Gip su richiesta della Procura dopo un interrogatorio preventivo.
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