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Cronaca giovedì 18 ottobre 2018 ore 16:43

Costretti a lavorare in nero e sotto minaccia

Agli arresti domiciliari la titolare di una fabbrica cinese e una sua collaboratrice. Gli operai erano tutti di origine africana e irregolari



PRATO — I carabinieri hanno arrestato due immigrate cinesi colte in flagrante mentre facevano lavorare in nero in una fabbrica di confezioni sette operai di origine africana, tutti senza documenti di soggiorno. Una è la titolare dell'azienda, l'altra una donna a cui era stata affidata la gestione del piccolo stabilimento. Entrambe si trovano adesso ai domiciliari.

La stessa fabbrica era già stata controllata e chiusa non più tardi di un mese fa ma la titolare continuava a sfruttare lavoratori in nero, costringendoli a operare in condizioni disumane e minacciandoli ripetutamente.

I sette operai sono stati denunciati per immigrazione clandestina mentre la titolare dell'azienda, oltre all'arresto, oltre si è beccata una sanzione da 25mila euro e la sospensione dell'attività.


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