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Attualità martedì 16 giugno 2015 ore 15:05

Profughi, Rossi chiede più poteri per le Regioni

Il governatore toscano davanti al comitato di controllo su Senghen ha ribadito la necessità di coinvolgere di più gli enti locali e meno le prefetture



FIRENZE — Mentre sull'accoglienza dei migranti i paesi dell'Unione Europea giocano allo scarica barile, il governatore della Toscana è tornato a chiedere maggiori responsabilità per le Regioni, che secondo Rossi dovrebbero coordinare il lavoro delle Prefetture e dei comuni

"L'idea di coinvolgere soltanto le prefetture nella gestione dei flussi – ha spiegato Rossi al Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen - a mio parere non è corretta. Il coinvolgimento degli enti locali, senza attribuire alla Regione un ruolo di supremazia ma di coordinamento, è fondamentale. Fare bandi per accogliere grandi numeri in un'unica struttura è pericoloso. Quando ho proposto di mettere a disposizione alloggi sfitti mi riferivo alla possibilità di inserire nei bandi di richiedere, da parte delle prefetture, chi avesse appartamenti o case coloniche fuori dai centri abitati con le condizioni minime di sicurezza. Ritengo che il modello adottato dalla Toscana abbia permesso di evitare, nella maggior parte dei casi, tensioni che invece potrebbero generarsi in caso di grosse concentrazioni".

Rossi ha ammesso di non avere la ricetta perfetta, specie per quanto riguarda il numero massimo di persone che ogni struttura può accogliere. "E' difficile dare una risposta, occorrerebbe anzitutto fare una mappa complessiva della situazione che si è verificata in tutti gli stati africani dove ci sono guerre in atto o dove non si rispettano i diritti. Questa è una grande questione internazionale da affrontare bonificando le zone di guerra e costruendo percorsi umanitari. Sulla questione – ha quindi concluso Rossi – della possibilità di occupare queste persone ho soltanto suggerito che coloro che vengono accolti con umanità, pos sano essere messi in grado di ricambiare l'ospitalità delle comunità attraverso lavoro volontario non retribuito. Ripulire un parco pubblico è sicuramente meglio che vederli bighellonare senza meta tutto il giorno".

Un approccio che ha trovato il sostegno dell'Unione delle comunità islamiche italiane. Il presidente dell'Ucoii, l'imam di Firenze, Izzeddin Elzir, ha infatti scritto una lettera a Rossi dichiarandosi disponibile a fornire un servizio di mediazione culturale per prevenire fenomeni di tensione sociale grazie all'azione dei frequentatori dei centri islamici, formati proprio per questo scopo.


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