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Attualità Martedì 10 Febbraio 2026 ore 18:00
Consiglio regionale solenne nel Giorno del Ricordo

La Toscana ricorda la tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Saccardi: "Memoria collettiva e patrimonio condiviso"
FIRENZE — "Il Giorno del Ricordo deve essere memoria collettiva e patrimonio condiviso. E la memoria, perché sia davvero tale, deve essere rispettosa del dolore delle vittime, consapevole della complessità della storia, sottratta a ogni tentazione di strumentalizzazione. Solo così può diventare patrimonio comune e contribuire alla coesione civile”. Lo ha detto la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi, aprendo ieri la seduta solenne del Consiglio regionale per ricordare la tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.
La seduta si è svolta nella sala del Consiglio regionale, senza i gruppi consiliari di Fratelli d’Italia e Forza Italia, che hanno lasciato l’aula dopo l’inno. La capogruppo di Fdi Chiara La Porta, prima dell’inizio della seduta, ha spiegato come la decisione sia maturata dopo l’annullamento dell’intervento di Italo Bocchino, “che avrebbe dovuto presentare il docufilm, di cui è regista e voce narrante, che racconta la storia di un esule toscano”. I consiglieri dei due partiti d’opposizione hanno quindi lasciato l’aula per spostarsi in Sala Affreschi, dove si è svolta la proiezione.
Dopo l’intervento di apertura della presidente del Consiglio Regionale Stefania Saccardi, si sono tenuti gli interventi dei consiglieri e del presidente della Regione Eugenio Giani.
Proprio nel suo intervento durante la seduta solenne, il presidente della Regione ha ricordato l’esodo “di più di 300mila persone sradicate dalle loro case” e l’accoglienza che anche in quella occasione seppe offrire la Toscana e l’intitolazione del Largo Martiri delle Foibe, accanto alla Fortezza. “È importante - ha detto Giani- arricchire ogni anno il ricordo di coloro che furono trucidati nelle foibe e di quelle persone che sono venute in Toscana”.
Il Consiglio regionale della Toscana, ha poi aggiunto il presidente, “Nella sua vita istituzionale non può rimproverarsi niente, ha sempre vissuto con profondità la giornata del Ricordo”.
"Serve una pacificazione delle coscienze, che spero possa avvenire, trovando l’accorgimento di essere il più possibile, tutti, vicino al centro delle istituzioni - ha concluso Giani- Ci sia profondo rispetto per le vittime di quella tragedia, secondo i più corretti comportamenti ispirati ai valori costituzionali della pace, del ripudio della guerra come risoluzione delle controversie internazionali”.
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