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Attualità mercoledì 25 febbraio 2015 ore 13:48

Province, in Toscana via libera al riordino

Vittorio Bugli - video

Voto favorevole in Consiglio, ecco come saranno ripartite le funzioni e il personale. L'assessore Bugli: "Siamo punto di riferimento nazionale"



FIRENZE — L'ok definitivo al riassetto istituzionale, in base alla legge scritta qualche settimana fa dalla giunta, è arrivato stamani con 41 voti a favore e 3 astensioni e fa della Toscana la prima regione a livello italiano ad aver adottato un testo che prevede sia il riordino delle funzioni sia il riassorbimento del personale.

Nel dettaglio, la Regione tornerà ad occuparsi direttamente di formazione, agricoltura e difesa del suolo oltre che di caccia e pesca mentre avrà competenze anche in materia di rifiuti, difesa del suolo, tutela della qualità dell'aria e delle acqua, inquinamento acustico ed energia, così come dell'osservatorio sociale e delle autorizzazioni come Aia, Vas, Via e Aia. 

Il Genio Civile sarà invece presente nei territori e competente per progettazione, manutenzione e polizia idraulica. Quanto alle strade regionali, progettazione e realizzazione di opere strategiche saranno regionali mentre la manutenzione rimarrà alle Province di secondo livello

Una riorganizzazione a parte riguarderà invece la Città metropolitana fiorentina, che assorbirà le deleghe altrove passate alle amministrazioni comunali e si occuperà, se i Comuni lo decideranno, anche di urbanistica e piano strutturale, mobilità, viabilità e edilizia scolastica.

Con le funzioni, Regione e Comuni riassorbiranno anche il personale che a queste era dedicato, che magari rimarrà negli uffici territoriali. Stando allo schema descritto dalle sigle sindacali toscane, a fronte della legge curata dall'assessore Vittorio Bugli dei poco più dei 4.300 dipendenti delle ex Province, circa 1.200-1.300 lavoratori passeranno in Regione, altri 400 saranno riassorbiti tra Comuni e comunità montane mentre 360 hanno maturato i requisiti per il pensionamento sfruttando la pre-Fornero. I rimanenti, superiori comunque alle 2.000 unità, passeranno alle Province di secondo livello e alla Città metropolitana di Firenze.


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