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Attualità martedì 20 gennaio 2015 ore 06:15

Rivoluzione province, la Regione ci prova

La giunta regionale ha inviato al consiglio la proposta di legge su funzioni e personale. La riorganizzazione blocca pero' trasferimenti e assunzioni



FIRENZE — La necessità di ricollocare fra Regione, Comuni e altri enti i 4.400 lavoratori delle 10  ex province toscane congela fino a data da definire la possibilità per questi stessi enti di procedere con nuove assunzioni in caso di carenza di personale. 

Un problema già segnalato a Roma da Anci Toscana. "Abbiamo chiesto un incontro per risolvere la questione - ha spiegato il segretario generale Simone Gheri - Anche perché ci sono figure professionali, come gli insegnanti, che non fanno parte degli organici delle amministrazioni provinciali".

Nei prossimi due mesi comunque la Regione valuterà una per una la posizione di tutti i dipendenti delle ex province per individuare, anche sulla base delle funzioni svolte finora da ogni singolo lavoratore, la futura ricollocazione ed eventuali pensionamenti per chi ha maturato i requisiti dell'era pre-Fornero. 

Sulla base della riforma Del Rio, sarebbero più di 2.200 i dipendenti in esubero ma la Regione conta di 'salvarlii' tutti al netto dei pensionamenti.

I nuovi inquadramenti dipenderanno anche dalla ripartizione delle competenze fra Regione e Comuni.

La Regione  ha deciso di riappropriarsi delle funzioni provinciali in materia di agricoltura (anche quelle delegate alle Unioni di Comuni) e di forestazione, caccia e pesca, orientamento e formazione professionale (compresa la formazione degli operatori turistici). Avrà inoltre competenze in materia di rifiuti, difesa del suolo, tuteta della qualità dell'aria e delle acqua, inquinamento acustico ed energia, sull'osservatorio sociale e sulle autorizzazioni come Aia, Vas, Via e Aua. 

Per quanto riguarda le strade regionali, progettazione e realizzazione di opere strategiche saranno di competenza della Regione mentre la manutenzione rimarrà alle Province.

Il Genio Civile sarà presente in tutti i territori e si occuperà di progettazione, manutenzione e polizia idraulica.

Ai Comuni andranno invece le competenze sul turismo (salvo la raccolta di dati statistici), lo sport, gli albi regionali e gli interventi pubblici di forestazione che erano finora delle Province.

Una riorganizzazione a parte riguarderà la Città metropolitana fiorentina, che assorbirà le deleghe altrove passate alle amministrazioni comunali e si occuperà anche di urbanistica e piano strutturale, mobilità, viabilità e edilizia scolastica previo consenso degli stessi Comuni che la compongono.

Polizia provinciale e politiche del lavoro seguiranno invece un percorso diverso. In particolare, per il lavoro la Regione ha già deciso l'istituzione di un'agenzia regionale che pero' non potrà diventare operativa fino a quando non saranno emanati  i decreti del Jobs Act. 

A seguito del trasferimento del personale saranno costituiti in ogni provincia uffici territoriali regionali.



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