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Attualità mercoledì 29 aprile 2020 ore 18:30

Covid, pochi stranieri infettati in Toscana, solo uno a Prato

giovani stranieri con la mascherina
foto di repertorio

Su più di ottomila positivi al Covid sono stati censiti solo 347 cittadini stranieri. Ecco perché il virus contagia di meno gli immigrati



FIRENZE — Alla data del 26 aprile 2020, su 8.017 casi positivi al nuovo coronavirus rilevati dalla Regione Toscana, 6.781 risultano italiani (84,6%) e solo 347  stranieri (4,3%) mentre per altri 889 la cittadinanza non è stata trascritta. Il dato fa parte di un nuovo studio dell'Agenzia regionale di sanità su quanto l'epidemia di Covid ha colpito in Toscana gli immigrati. L'analisi non giunge a conclusioni definitive ma evidenza alcuni aspetti: il Covid colpisce meno gli stranieri perchè si tratta di una popolazione giovane e quindi con rare patologie pregresse e la maggior parte dei positivi ha contratto l'infezione sul luogo di lavoro, con particolare riferimento alla residenze sanitarie assistite.

Ma andiamo con ordine.

Intanto le donne straniere risultano maggiormente colpite dall'infezione rispetto a quelle italiane, il 60,5% contro il 53,1.

I paesi di provenienza riflettono le etnie che maggiormente risiedono sul territorio, ad eccezione di quella cinese: Il 18,4% proviene dall'Albania, il 15,3 dalla Romania, il 14,1 dal Perù e così via (vedi il grafico a torta qui sotto)

Solo 11 i casi di contagio sono riconducibili a Paesi con un sistema economico sviluppato. 

Fra i cittadini cinesi invece, che rappresentano il 13% dei residenti stranieri in Toscana, è stato registrato soltanto un caso. Quest’ultima informazione è interessante alla luce del fatto che a Prato vive una delle più grandi comunità cinesi d’Europa e che l'esordio dell’infezione è avvenuto proprio in Cina. Ma la comunità cinese di Prato ha adottato fin dai primi giorni dell'epidemia misure di autoisolamento strettissime e questo è stato il risultato.


fig 1 coronavirus stranieri

L’età media degli stranieri positivi al Covid è di 45,9 anni, molto più bassa della media dei positivi italiani (quasi 61 anni), con soltanto il 4,2% delle infezioni registrate fra gli ultrasettantenni. Fra le possibili spiegazioni individuate dall'Ars c'è la giovane età della popolazione straniera: in Toscana, l’età media è 34 anni. Trattandosi di persone giovani, ovviamente sono più sane e solo il 18,2% soffre di patologie croniche come il diabete, l’ipertensione, la broncopneupatia cronica ostruttiva e l’insufficienza renale che invece riguardano almeno un terzo della popolazione italiana.

Per quanto riguarda invece i decessi, ne sono stati registrati solo 6, con un indice di letalità dell'1,7 (fra gli italiani è dell'8 per cento) e soltanto 2 delle persone positive decedute presentavano almeno una patologia cronica concomitante.

Complessivamente, gli stranieri positivi in condizioni meno gravi, ovvero gli asintomatici, i pauci-sintomatici e i pazienti con sintomatologia lieve, rappresentano l’84,7% del totale contro il 78% degli italiani. Gli ammalati gravi sono il 14,1% del totale (il dato italiano è 18,5) mentre quelli in condizioni critiche sono l’1,2% (italiani: 3,5%). 

La giovane età di questa popolazione e le migliori condizioni di salute spiegano anche il minor ricorso al ricovero ospedaliero sia in reparti di degenza ordinaria (stranieri:15,3%; italiani:24%) che di terapia Intensiva (stranieri: 1,7%; italiani:2,1%).

Ma qual è il luogo privilegiato dell'infezione?  Fra gli stranieri che vivono in Toscana, 81 hanno contratto l’infezione sul luogo di lavoro e 57 risultano operatori sanitari impiegati prevalentemente all’interno di residenze sanitarie per anziani. Considerando che sono soprattutto le donne provenienti dall’Est Europa e dal Sud America a svolgere professioni di natura assistenziale, i dati riguardanti il luogo di contagio spiegano, in parte, la maggiore diffusione del Covid fra le popolazione straniera femminile.

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