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Cronaca venerdì 03 novembre 2017 ore 10:38

Gli aguzzini delle prostitute con il rito Ju Ju

Decapitato il vertice di una gang che gestiva la tratta di migranti e ragazze dalla Nigeria. In azione le squadre mobili di Livorno e Pisa



RAGUSA — Un rito esoterico, il Ju Ju per vincolare le ragazze destinate a finire in mezzo alla strada alla persona alle cui dipendenze sono poi costrette a lavorare. Il tutto associato al pagamento di una somma di denaro di decine di migliaia di euro. Con questo sistema tante giovani nigeriane, magari convinte di approdare in Europa per fare una vita migliore, sono state costrette a prostituirsi sulle strade. Era questo il metodo di reclutamento impiegato dalla gang ai cui vertici si trovavano i due uomini arrestati dalla polizia di Stato di Ragusa in collaborazione con le squadre mobili di Livorno e di Pisa nell'operazione ribattezzata 'Human trade'. In manette sono finiti un 48enne di Benin City e un altro nigeriano di 32 anni. 

Al primo, fermato a Livorno, sono contestati i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di esseri umani, tratta di esseri umani, con le aggravanti legate alla transnazionalità e al fatto di avere esposto a pericolo la vita o l'incolumità delle persone trasportate: i migranti, infatti, erano fatti imbarcare su barche stipate e senza le minime condizioni di sicurezza. A complicare ulteriormente la posizione dell'uomo, che si vantava della propria 'esperienza' dicendo di essere attivo dal 1999, anche l'aver agito con il preciso scopo di reclutare persone da destinare alla prostituzione e allo sfruttamento sessuale. Il secondo invece, fermato a Pisa, è accusato di tratta di esseri umani e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. All'appello manca una donna, anch'essa destinataria del fermo di polizia. Secondo gli investigatori ''sarebbe stata capace di provvedere efficacemente all'avviamento su strada delle vittime appena arrivate''. 

Le indagini sono iniziate dopo uno sbarco di migranti avvenuto il 29 marzo 2916 a Pozzallo. In quell'occasione, grazie anche alla segnalazione degli esperti dell'International Organization for Migration, furono individuate alcune giovani vittime di tratta. Una di loro, nigertiana, raccontò la propria odissea agli investigatori, spiegando di essere stata sottoposta nel proprio Paese al rito del Ju Ju con cui si era impegnata a pagare trentacinquemila euro alla persona che la aspettava in Italia e alle cui dipendenze avrebbe dovuto lavoroare. Persona indicata come 'il fratello del pastore'. Da lì è partita la pista che ha portato la polizia a stringere il cerchio attorno ai due uomini arrestati. 


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