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Attualità venerdì 02 aprile 2021 ore 20:10

Veneto e Marche tornano in arancione, la Toscana sprofonda nel rosso

Le nuove ordinanze per il cambio di colore in vigore da martedì 6 Aprile. In Toscana indice Rt a 1.08, incidenza del contagio ancora in crescita



ROMA — Sta per iniziare il ponte pasquale, tre giorni consecutivi in zona rossa nazionale da domani, sabato 3 Aprile, al Lunedì dell'Angelo, il 5 Aprile ma, come ogni venerdì, è stato diffuso dall'Istituto superiore di sanità e dal Ministero della salute il monitoraggio settimanale sull'andamento dell'epidemia. 

L'indice Rt nazionale è finalmente sceso sotto quota 1 (0,98, la scorsa settimana era a 1,08) e l'incidenza a 232 nuovi casi ogni 100mila abitanti (la scorsa settimana era a 240) ma a preoccupare gli esperti del governo è la pressione dei malati di Covid sugli ospedali.

"Purtroppo resta elevatissimo il tasso di occupazione dei letti di terapia intensiva, ora al 41% - ha spiegato il direttore del dipartimento di prevenzione del Ministero della salute, Gianni Rezza - Quindi ci sono segnali che da una parte ci dicono che l'infezione sta leggermente diminuendo ma dall'altra che il carico sui servizi assistenziali resta pesante".

In serata il ministro Speranza firmerà le ordinanze che consentiranno al Veneto, alle Marche e alla Provincia autonoma di Trento di tornare in zona arancione a partire da martedì 6 Aprile, unendosi così ad Abruzzo, Basilicata, Lazio, Molise, Sicilia, Sardegna, Umbria e alla Provincia autonoma di Bolzano.

La Toscana, con un indice Rt a 1,06 (la scorsa settimana era 1,09) e un'incidenza settimanale aggiornata al 1 Aprile pari a 264 nuovi casi ogni 100mila abitanti (la scorsa settimana era a 251), sembra ormai destinata a rimanere in zona rossa non solo la prossima settimana ma almeno fino al 18 Aprile visto che, per il cambio di colore, è necessario rientrare al di sotto dei parametri di sicurezza per almeno 2 settimane consecutive. Obiettivo niente affatto scontato: se nei prossimi giorni l'epidemia non rallenterà bruscamente riportando l'incidenza settimanale al di sotto dei 250 casi ogni 100mila abitanti, la zona rossa potrebbe protrarsi ulteriormente, con tutte le restrizioni che stanno esasperando alcune categorie economiche 'chiuse' o quasi per Covid. L'unica novità è che, dal 6 Aprile, torneranno alle lezioni in presenza gli alunni delle scuole dell'infanzia, delle elementari e della prima media. Per il resto, cinghia tirata.

Le province toscane dove l'epidemia sta colpendo di più sono quella di Prato (incidenza settimanale pari a 484 nuovi casi ogni 100mila abitanti, triste record nazionale), di Pistoia e di Lucca (entrambe con l'incidenza a 285), di Firenze (275) e di Arezzo (256). Sono invece al di sotto del limite di 250x100mila le province di Pisa (241), di Siena (208), di Livorno (198), di Massa Carrara (182) e di Grosseto (165).

Per quanto riguarda il tasso di occupazione dei posti letto in ospedale, in Toscana ieri eravamo al 42% delle terapie intensive contro un limite di sicurezza del 30%. Particolarmente critica la situazione negli ospedali dell'area fiorentina, dove un ricoverato su due ha contratto l'infezione da SarsCov2 e la Asl Toscana Centro sta progressivamente convertendo posti letto ordinari in posti Covid. Al momento, i letti Covid occupati sono 708 a fronte dei 900 riservati ai pazienti affetti da altre patologie. Non è così lontano il picco di 750 ricoverati Covid registrato nel Novembre scorso. In terapia intensiva i contagiati in condizioni gravi sono invece 95.

La situazione è quindi ad alta tensione soprattutto considerando che, in alcune delle province dove il contagio corre di più, le restrizioni da zona rossa sono in vigore già da alcune settimane (Pistoia, Prato, Arezzo, parte di quelle di Lucca e di Firenze) ma senza che produrre una significativa frenata nei contagi, almeno per ora.

Le altre regioni che la prossima settimana restano in zona rossa come la Toscana sono Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia e Valle d'Aosta.

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