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Attualità Sabato 07 Febbraio 2026 ore 08:20
Rischio frane in quasi tre quarti di Toscana

Gli effetti del maltempo hanno riacceso i riflettori sulla fragilità idrogeologica del territorio regionale che interessa 16.500 chilometri quadrati
TOSCANA — Quasi tre quarti del territorio toscano è interessato da frane, più del 72%, con un dissesto idrogeologico che pone a rischio oltre 16.500 chilometri quadrati. Le aree a pericolosità elevata e molto elevata rappresentano circa il 21% della superficie regionale, percentuale superiore alla media nazionale anche in ragione di un livello di mappatura e approfondimento più avanzato rispetto ad altre aree del Paese.
Sono i dati dell'ultimo rapporto Ispra, richiamati ieri nel corso di una conferenza stampa in Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, dal sottosegretario Bernard Dika, dal direttore della Difesa del suolo e Protezione civile Giovanni Massini insieme con esperti come il professore Nicola Casagli docente del dipartimento di geologia dell'Università di Firenze, Lorenzo Sulli geologo dell'Autorità di bacino dell'Appennino settentrionale e da personale responsabile dei vari settori della Regione.
"Negli ultimi giorni il tema delle frane è tornato al centro del dibattito nazionale. La Regione Toscana è consapevole di operare in un contesto territoriale strutturalmente fragile e complesso e non rivendica soluzioni definitive, ma un impegno costante e concreto nella gestione del rischio, fondato su conoscenza scientifica, tecnologie avanzate e procedure operative consolidate", è stata la considerazione.
Le frane: monitoraggio e pianificazione
I fenomeni franosi presentano caratteristiche molto diverse: alcuni evolvono lentamente nel tempo, altri possono manifestarsi in modo rapido e improvviso, spesso in concomitanza con eventi meteorologici estremi. "Per questo la Regione Toscana ha scelto un approccio integrato, che unisce monitoraggio, prevenzione, pianificazione e gestione operativa", è stato spiegato.
Dal 2018 la Toscana utilizza in modo strutturato il monitoraggio satellitare radar per l’individuazione delle frane lente. I dati, elaborati dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze e dal Centro per la Protezione Civile dell’Università degli Studi di Firenze, consentono di rilevare movimenti del suolo anche di pochi millimetri all’anno e vengono restituiti in un bollettino mensile a supporto delle decisioni degli enti locali. La Toscana è la prima e tuttora unica Regione in Italia ad aver trasformato questo sistema in uno strumento operativo di gestione del territorio.
Tra gli strumenti di monitoraggio e prevenzione messi in atto in Toscana vi è anche lo studio di suscettibilità da frana, realizzato dalla Commissione scientifica costruita a seguito dell’alluvione del Novembre 2023, che individua le aree maggiormente predisposte all’innesco di fenomeni franosi, in particolare quelli rapidi, fornendo indicazioni fondamentali per la pianificazione territoriale.
"Toscana unica sul monitoraggio satellitare"
Secondo il presidente Giani: “Riguardo al tema delle frane, che il caso della Sicilia ha posto in grande evidenza proprio in questi giorni, la Regione Toscana si distingue a livello nazionale, perché è l’unica che ha implementato ormai da tempo un monitoraggio satellitare che consente di ‘leggere’ il territorio in modo tale da poter mettere in atto la prevenzione".
"Questo - ha detto ancora il governatore toscano - ci ha consentito di vedere la possibilità di intervenire negli ultimi 5 anni, da quando io sono presidente, in almeno 500 casi, arrivando a spendere per gli interventi sui movimenti franosi più di 200 milioni".
Ed ha aggiunto: “Quello che noi abbiamo fatto, è stato fatto con risorse nostre. Ma è evidente che se vi fosse una legge a livello nazionale che consente di finanziare per le Regioni il modello satellitare potremmo fare un salto di qualità in tutta Italia".
Giani ha poi annunciato la disponibilità a una collaborazione con la Sicilia per implementare anche in quella terra colpita dai recenti eventi, la tecnologia satellitare, qualora fosse ritenuto di utilità.
La gestione operativa è assicurata da procedure unitarie e da un tavolo operativo che coinvolge Regione Toscana, Autorità di Distretto dell’Appennino Settentrionale e Università di Firenze, garantendo coordinamento, rapidità e supporto tecnico ai Comuni sia in fase preventiva sia post-evento.
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