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Attualità mercoledì 13 maggio 2020 ore 15:30

Ristoranti e balneari, così parlarono Inail e Iss

Ecco le formidabili raccomandazioni dell'Inail e dell'Istituto Superiore di Sanità per riaprire queste attività rispettando le misure anticontagio



ROMA — Due nuovi documenti tecnici, realizzati dall’Inail in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità (Iss), elencano alcune raccomandazioni sulla possibile riorganizzazione in assetto anti-contagio di ristoranti e stabilimenti balneari in vista della ripartenza nella fase 2 dell'emergenza coronavirus.

"L’obiettivo è quello di garantire la riapertura al pubblico assicurando al tempo stesso la tutela della salute dei lavoratori e dei clienti" si legge sul sito del Ministero della salute. Che poi le misure proposte siano incompatibili con margini di guadagno anche minimi per i gestori di queste attività e, per certi aspetti, con la godibilità di questi servizi da parte del pubblico, è un altro discorso che evidentemente non compete o non interessa nè ai burocrati nè agli scienziati.

Vedremo nei prossimi giorni se governo e Regioni trasformeranno queste raccomandazioni in prescrizioni di legge. Nell'attesa, eccone in sintesi il contenuto.

STABILIMENTI BALNEARI

Per consentire un accesso contingentato agli stabilimenti balneari e alle spiagge attrezzate, Inail e Iss suggeriscono la prenotazione obbligatoria, anche per fasce orarie. Si raccomanda anche di favorire l’utilizzo di sistemi di pagamento veloci con carte contactless o attraverso portali web e app. Vanno inoltre differenziati, ove possibile, i percorsi di entrata e uscita, prevedendo una segnaletica chiara.

Per garantire il corretto distanziamento sociale in spiaggia, la distanza minima consigliata tra le file degli ombrelloni è di cinque metri e quella tra un ombrellone e l'altro della stessa fila di quattro metri e mezzo. Facile a dirsi per le spiagge versiliesi ma impraticabile su molti altri tratti dei litorale toscano.

Secondo l'Inail è opportuno anche privilegiare l’assegnazione dello stesso ombrellone ai medesimi occupanti che soggiornano per più giorni - a quanto pare burocratici e scienziati non si sono accorti che questo accorgimento è adottato da sempre - e in ogni caso è necessaria l’igienizzazione delle superfici prima dell’assegnazione della stessa attrezzatura a un altro utente, anche nel corso della stessa giornata.

Inail e Iss infine concordano sulla necessità di evitare la pratica di attività ludico-sportive che possono dar luogo ad assembramenti e giochi di gruppo. Per lo stesso motivo ritengono che deve essere inibito l’utilizzo di piscine eventualmente presenti all’interno dello stabilimento.

Ora, anche senza considerare a quali costi i titolari degli stabilimenti balneari potrebbero mettere in pratica queste raccomandazioni, ditemi voi chi se la sente di andare in spiaggia con un paio di figli minorenni e affittare ombrellone e sdraio sapendo che sono vietati i giochi di gruppo, le attività ludico-sportive e quei meravigliosi tuffi in piscina che intrattengono i pargoli per ore.

RISTORANTI

Il documento Inail-Iss raccomanda di rimodulare la disposizione dei tavoli e dei posti a sedere, definendo un limite massimo di capienza che preveda, per ciascun cliente, uno spazio di norma non inferiore a quattro metri quadrati, fatta salva la possibilità di adottare altre misure organizzative, come per esempio le barriere divisorie.

La prenotazione obbligatoria viene indicata come ulteriore strumento di prevenzione, utile anche per evitare assembramenti di persone in attesa fuori dal locale

"Durante il servizio, infatti, non è evidentemente possibile l’uso di mascherine da parte dei clienti - scrive ancora il Ministero della salute - Inoltre lo stazionamento protratto, in caso di soggetti infetti da SarsCov2, può contaminare superfici come stoviglie e posate".

E a questo punto, a parte la pessima prospettiva di passare la cena urlando per farsi sentire dai commensali seduti due-quattro-sei metri più in là, è passato l'appetito a tutti.

Elisabetta Matini
© Riproduzione riservata

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