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Cronaca mercoledì 07 giugno 2017 ore 17:20

Consip, vicecomandante Noe accusato di depistaggio

Il colonnello Alessandro Sessa è indagato nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti Consip. A maggio era stato ascoltato come testimone



ROMA — Nuovi, clamorosi sviluppi nell'indagine sugli appalti della Consip, la centrale acquisti dello Stato, condotta dalle procure di Roma e Napoli.

Il vicecomandante del Noe (Nucleo operativo ecologico) dei Carabinieri Alessandro Sessa  è indagato per depistaggio. Sessa è il secondo carabiniere del Noe finito nel mirino dei pm romani dopo il capitano Giampaolo Scafarto, accusato di aver falsificato alcune informative trasmesse da Napoli agli inquirenti capitolini. Nel maggio scorso Sessa era stato ascoltato come testimone proprio in relazione all'attività svolta da Scafarto nell'indagine. Oggi un nuovo interrogatorio ma con un ruolo diverso: quello di indagato con l'accusa di depistaggio.

Lo stesso capitano Scafarto, interrogato una prima volta dai pubblici ministeri il 10 maggio scorso, è stato nuovamente interrogato oggi per ulteriori approfondimenti. Almeno un paio di elementi riportati in modo incompleto o erroneo nelle sue informative avrebbero potuto aggravare la posizione di alcuni indagati come Tiziano Renzi, padre del segretario del Pd Matteo, accusato di traffico di influenze illecite insieme all'amico faccendiere Carlo Russo e all'ex parlamentare di An Italo Bocchino (vedi qui sotto gli articoli collegati).

Lo stesso Tiziano Renzi è peraltro al centro di una delle molte fughe di notizie che costellano l'indagine. Stando agli inquirenti e alle conversazioni registrate dai carabinieri con microfoni nascosti nel giardino dell'abitazione di Renzi senior, il padre dell'ex premier sarebbe stato consigliato di "non frequentare" certe persone dal comandante della Legione Toscana dei Carabinieri Emanuele Saltalamacchia, indagato per rivelazione di segreto d'ufficio. Anche il ministro dello sport Luca Lotti e il comandante generale dell'Arma Tullio Del Sette sono indagati per aver parlato dell'inchiesta con altre persone coinvolte nella vicenda come il testimone-chiave Luigi Marroni, amministratore delegato della Consip.

Fino ad oggi è finito in carcere nell'ambito delle indagini sugli appalti Consip solo l'imprenditore Alfredo Romeo, accusato di aver corrotto il dirigente dell'ente Marco Gasparri per ottenere dritte utili per aggiudicarsi gli appalti. Il processo a loro carico è già stato fissato per il 19 ottobre.



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