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Cronaca mercoledì 20 settembre 2017 ore 17:32

"Fuga di notizie, Woodcock non è responsabile"

Lo ha dichiarato durante il plenum del Csm il consigliere Pierigiorgio Morosini in riferimento alla telefonata fra il generale Adinolfi e Matteo Renzi



ROMA — Emergono nuove rivelazioni sugli atti dei vari filoni d'inchiesta collegati alle indagini sugli appalti della Consip, la centrale acquisti della Ministero dell'Economia. Ma forse sarebbe meglio parlare di anticipazioni. Oggi, durante l'assemblea plenaria del Consiglio superiore della magistratura, il consigliere Piergiorgio Morosini ha dichiarato durante il suo intervento: "Abbiamo sentito dai lavori della prima commissione (del Csm, ndr) che è radicalmente da escludere l'ipotesi che il pm Woodcock sia responsabile della fuga di notizie". Morosini si riferiva alla telefonata finita sui giornali durante la quale, nel 2014, Matteo Renzi criticava l'allora premier Enrico Letta parlando con il generale della Guardia di Finanza Michele Adinolfi. 

Sulle modalità che hanno portato alla pubblicazione della telefonata sugli organi di stampa stanno indagando sia il Csm che la procura di Roma. E infatti un altro consigliere del Csm, Luca Palamara, relatore in prima commissione proprio sull'inchiesta Consip, ha replicato a Morosini che "non è rispettoso del lavoro della Prima commissione annunciare l'esito sulla divulgazione delle intercettazioni".

La desecretazione degli atti sulle fughe di notizie e sui comportamenti di alcuni ufficiali di polizia giudiziaria coinvolti nell'inchiesta Consip sono stati al centro dei lavori del plenum, così come la pubblicazione sugli organi di informazione dei verbali di alcune audizioni (vedi qui sotto gli articoli collegati).

"E' un fatto gravissimo che sia stato dato alla stampa il verbale Musti (procuratore di Modena, ndr) - ha detto il consigliere Antonio Ardituro - La desecretazione degli atti consente ai consiglieri di parlare all'esterno delle pratiche, non di farle pubblicare. So per certo che non è stata la Procura di Roma a dare alla stampa il verbale. Si tratta di un fatto molto grave sul quale serve un atto di responsabilità collettivo da parte nostra. La pubblicazione di questo verbale ha destato perplessità e confusione mettendo il Csm al centro dell'agone politico. Condivido la scelta della trasparenza ma sono meno d'accordo sulla trasparenza in itinere".


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