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Attualità giovedì 14 luglio 2022 ore 11:15

Giornalismo in lutto, è morto Eugenio Scalfari

Il Presidente Sergio Mattarella accoglie Ezio Mauro ed Eugenio Scalfari in occasione del 40° anniversario di fondazione de "la Repubblica"

Aveva 98 anni. Ha fondato L'Espresso e Repubblica incarnando per primo la figura del direttore e manager. Maestro per intere generazioni di cronisti



ROMA — Addio a Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica e L'Espresso, giornalista, filosofo, scrittore, maestro e punto di riferimento per intere generazioni di cronisti come lo ricorda la Federazione della stampa italiana.

"Eugenio Scalfari è stato un rivoluzionario che ha cambiato il corso del giornalismo italiano" ha detto Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi.

Scalfari, classe 1924 è stato il primo direttore e manager dell'editoria italiana, l'esordio negli anni '50 con il Mondo e l'Europeo mentre nel '55 fonda L'Espresso, primo settimanale italiano d'inchiesta. Nel '62, diventa il primo direttore-manager italiano.

Eletto deputato nel '68, la sua carriera parlamentare dura solo una legislatura, mentre i suoi editoriali della domenica sono un appuntamento fisso per decenni. Repubblica negli anni '80 vende più di 500 mila copie. Nell'86 il sorpasso in edicola sul Corriere della Sera. Nel 1996 lascia la guida ad a Ezio Mauro e resta editorialista.

"E’ stato un gigante, ma non soltanto del giornalismo, un grande intellettuale a tutto tondo che ha saputo mostrare quanto possa essere forte il ruolo che il pensiero esercita nella quotidiana esistenza dell'uomo. E un protagonista diretto della vita politica italiana” queste le parole di cordoglio del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. “Di Scalfari ho sempre apprezzato la lucida passione e la sferzante ironia con la quale riusciva a affrontare le analisi anche più difficili. E ogni domenica mattina dedicata con più calma alla lettura dei giornali, mi hanno accompagnato nel corso degli anni i suoi editoriali, rito irrinunciabile e spesso bussola nella labirintica massa degli eventi. La Toscana lo ha visto presenza costante per anni a Capalbio, in compagnia del fraterno amico Carlo Caracciolo con il quale condivideva un po’ d’ombra e tante conversazioni all’Ultima spiaggia. Addio a un profondo interprete della nostra epoca, che ha avuto sempre il coraggio di guardare avanti e di viaggiare nel grande mare aperto” ha concluso il governatore.

Eugenio Scalfari era cittadino onorario di Vinci "Nel mio ufficio conservo gelosamente la foto con cui il sindaco Dario Parrini gli conferiva la cittadinanza onoraria. Scalfari è stato per me un riferimento: i suoi articoli, la sua voce mi hanno aiutato a consolidare un'opinione sui più importanti avvenimenti e fatti della storia del nostro paese negli ultimi trent'anni. Scompare uno dei più grandi protagonisti del giornalismo e della vita pubblica italiana italiana” ha detto il sindaco di Vinci Giuseppe Torchia che ha espresso “le condoglianze dell'amministrazione comunale alle figlie. Scalfari aveva scritto recentemente: nessuna disperazione perché l'addio alla vita è l'estremo atto di amore”.

Il ricordo di Valdo Spini, presidente dell'Associazione delle Istituzioni Culturali italiane e della Fondazione Circolo Rosselli "Scompare con Eugenio Scalfari una grande figura della democrazia italiana, una personalità che con le sue iniziative giornalistiche ed editoriali seppe animarla molto intelligentemente e al tempo stesso influenzarla profondamente. Forse spetta a me ricordare - continua l'ex vicesegretario nazionale del Psi Valdo Spini - che Eugenio Scalfari condannato in primo grado insieme a Lino Jannuzzi per le cronache dell'Espresso sull'affare Sifar, venne eletto in parlamento nel 1968 come indipendente nelle liste del Psi, e in questo modo sottratto alle conseguenze della condanna. Com'è noto le strade tra lui e il Psi si divisero politicamente, ma anche questo tratto della sua biografia merita un cenno. Mi associo commosso al dolore della famiglia e di quanti nei lunghi anni della sua vita hanno collaborato con lui vivendo un'eccezionale esperienza sia giornalistica che umana".


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