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Attualità giovedì 06 novembre 2014 ore 18:00

Rossi attacca: "L'argine difforme dal progetto"

Il presidente della Regione istituisce una commissione d'inchiesta regionale. E sblocca 234 opere che valgono 140 milioni: "Partiranno entro 3 mesi"



CARRARA — Le accuse sono pesanti come macigni: " L'argine non sembrerebbe essere stato ancorato bene al fondale né costruito in maniera conforme rispetto al progetto. Eppure era stato collaudato da poco". Il presidente della Regione Enrico Rossi vuole fare luce fino in fondo sulle cause che hanno provocato la rottura dell'argine del Carrione e la conseguente alluvione di Carrara.

E se la procura di Massa ha aperto un fascicolo per disastro colposo, la Regione istituirà a sua volta una commissione d'inchiesta amministrativa che indaghi sull'accaduto. Riservandosi di tutelarsi in sede penale e civile considerando i 4 milioni di euro stanziati per la realizzazione di quell'opera.

Dato il ripetersi degli eventi in tempi sempre più stretti e su tutto il territorio toscano, Rossi ha quindi spiegato che sarà dichiarato lo stato di emergenza regionale. Ragione per la quale, la Regione ha redatto un elenco di 234 opere volte alla messa in sicurezza del suolo che non sono ancora partite e che hanno un valore pari a 140 milioni. La giunta regionale ha dato l'ok a dichiararne l'estrema urgenza e grazie alle novità introdotte dalla nuova legge regionale in materia di protezione civile nonché dalla recente approvazione del decreto sblocca Italia, i lavori potrebbero essere appaltati e partire nell'arco di appena tre mesi.

Per ogni progetto, anche di massima, sarà dunque possibile chiamare dieci ditte e sulla base di questa procedura individuare la ditta vincente e far partire i lavori. "Una responsabilità grossa - l'ha definita Rossi - ma mi sembra una svolta decisa".

Rivendicando gli ultimi provvedimenti in materia di tutela del suolo (la legge urbanistica recentemente approvata e il piano del paesaggio che approderà presto in aula) il governatore è infine tornato a chiedere al governo la possibilità di poter sforare il patto di stabilità per questo tipo di lavori e, soprattutto, il conferimento di poteri straordinari per poter gestire ed affrontare proprio questo tipo di problematiche.

A Carrara, intanto, il meteo ha concesso una tregua e la situazione, pur lentamente, sta tornando alla normalità. I 30 sfollati che erano stati ospitati nel centro di accoglienza allestito a Carrarafiere, dopo l'alluvione, sono stati sistemati in due alberghi cittadini.

"La situazione a Marina di Carrara sta migliorando - ha spiegato il sindaco Angelo Zubbani - resta allagata la parte est e abbiamo portato 250 pasti a domicilio utilizzando i gommoni alle persone che non volevano abbandonare le loro case. Abbiamo ancora circa 400 richieste di intervento da evadere, per lo più per liberare case, negozi e scantinati dal fango".


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Servizio di Francesco Sangermano
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