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Attualità giovedì 12 maggio 2022 ore 12:42

Sangue e plasma post Covid, la Toscana dona meno

Effetto Covid calano sangue e plasma rispetto al 2020. Bene Arezzo e Grosseto, male al centro soprattutto a Prato e Pistoia, soffre anche la Versilia



SANSEPOLCRO — In Toscana emerge un quadro definito "critico" in termini di donazioni e donatori di sangue e plasma rispetto al 2020 ed al 2021, è quanto emerge dai dati di Avis.

Gli effetti a lungo termine della pandemia. I prelievi sono scesi di circa 2.000 unità (-1,8%) rispetto al 2020, e il numero dei soci donatori ha registrato un lieve calo (-0,7%). Numeri sui quali ha inciso l’andamento negativo dei nuovi soci, passati dai 7.959 del 2020, un dato sorprendente e eccellente considerato l’anno pandemico, ai 6.941 del 2021 (-12,8%), tornando sui livelli pre pandemia.

Nel 2021 dai donatori di sangue toscani di Avis sono state effettuate 82 mila donazioni di sangue intero (il 74%), 25.600 di plasma e oltre 3.000 di multicomponenti. Se il dato relativo al sangue è in crescita del 2% (2.000 donazioni in più), il plasma è sceso del 12%, con 3.400 prelievi in meno. Cifre al ribasso anche per quanto riguarda le Unità di raccolta (UdR) associative, che soffrono della generalizzata mancanza di personale medico e infermieristico e della definitiva chiusura di quelle senesi.

Ecco l’andamento delle donazioni nelle sedi della Toscana

 Importante il risultato dell’Avis di Arezzo e di quella di Grosseto, che hanno trainato l'Area Vasta Sud Est, l’unica in cui risulta un incremento delle donazioni (+1,38%). Scendono del 3,5% rispetto al 2020 quelle dell’Area Vasta Centro, dove a preoccupare è soprattutto Prato (-7,7%), seguita dall’Empolese (-5,8%) e da Pistoia (-3,7%). Bilancio in positivo per l’area fiorentina, con un aumento del 2%. In calo anche l’Area Vasta Nord Ovest (-2,8%), in cui la Versilia si dimostra quella in maggior sofferenza (-7%).

La presidente di Avis Toscana, Claudia Firenze, ha commentato “Il quadro che emerge dai numeri del 2021 è critico, con risultati negativi sia in termini di donazioni che di donatori, così come si è ridotto il numero dei nuovi soci, ma grazie a un impegno enorme da parte di tutti - Associazioni, trasfusionisti e istituzioni - abbiamo evitato una crisi ben peggiore e adesso siamo pronti a rilanciare la raccolta del sangue e del plasma. I numeri sono in calo, ma influenzati da diversi fattori, dalla campagna vaccinale alle varie ondate del virus, dalla riduzione degli orari dei centri trasfusionali, al calo di personale sanitario e alla ridotta promozione. Se siamo riusciti a farcela è grazie alla generosità dei tanti donatori toscani e alle forze messe in campo. In ogni caso queste cifre devono fornire uno spunto di riflessione su come organizzare la nostra attività nei prossimi mesi. La carenza di sangue e dei suoi derivati è una sconfitta per l’intera società, donare significa salvare delle vite. Da un lato potenzieremo la campagna di sensibilizzazione, in un’estate che si preannuncia più serena della precedente, sfruttando ogni mezzo possibile, dall’altro dovrà aumentare l'efficienza del sistema trasfusionale così da non disperdere gli sforzi dei donatori. Un dato che mi ha fatto piacere è la crescita delle donatrici nella fascia 18-25 anni, in controtendenza rispetto a ciò che riscontriamo nei più adulti e che ci fa ben sperare per il futuro”.

L'assessore regionale Simone Bezzini ha sottolineato "Gli effetti della pandemia si sono fatti sentire: da un lato assistiamo all’aumento dei consumi, dovuto principalmente alla ripresa dell’attività chirurgica dopo le fasi più acute della pandemia e all’alta attrattività da fuori Regione, dall’altro lato registriamo un calo delle donazioni. Il settore della medicina trasfusionale è uno di quelli che non ha avuto incremento di personale in questi anni, a differenza di altri, e quindi abbiamo già autorizzato 16 assunzioni a livello regionale e siamo al lavoro affinché prendano servizio il prima possibile. Stiamo anche portando avanti il percorso dell’Officina trasfusionale, lavorando per superare le difficoltà sia informatiche che logistiche. Troppo spesso il sangue è dato per scontato, salvo poi accorgersi dell’importanza della rete trasfusionale quando manca. Il sistema sangue della Toscana è forte, sicuramente uno dei migliori a livello nazionale, e la collaborazione con le associazioni è un elemento irrinunciabile di grande valore”.


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