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Attualità mercoledì 02 dicembre 2020 ore 07:00

Montecitorio, partita la corsa al posto di Padoan

Grandi manovre in vista delle suppletive a Siena. L'ex governatore Rossi in lizza. Nel centrodestra spunta l’idea del sindaco Agnelli



SIENA — Grandi manovre “suppletive”. A Siena e nella provincia si torna alle urne in primavera per scegliere il parlamentare che coprirà lo scranno lasciato vuoto da Carlo Padoan, ex ministro dell’Economia, salito all’ultimo piano di Unicredit, quello della presidenza. Vicenda Unicredit-Mps che ancora una volta, impatta con Siena e rischia di lasciare ulteriori strascichi polemici, come le dimissioni “furiose” dell’Ad Mustier lasciano intravedere.

I giochi per lo scranno a Montecitorio sono già partiti in entrambi gli schieramenti: una partita strategica perché potrebbe aprire nuovi scenari. Nel centrosinistra il nome che circola è quello dell’ex governatore toscano Enrico Rossi che il Pd ha chiamato, per ora, alla guida del partito umbro nel ruolo di commissario.
Dem di lungo corso, poi uscito sotto l’era renziana per passare a Liberi e Uguali (Leu), Rossi è tornato alle origini quando al timone del Pd è salito Nicola Zingaretti.
L’idea della sua candidatura non sarebbe così peregrina perché rappresenterebbe un punto di mediazione tra le spinte dei dem senesi e l’opzione di un nome “calato” da Roma: i rumors girano intorno a Gianni Cuperlo e lo stesso Zingaretti. Il collegio senese farebbe gola anche ai renziani, pronti a calare il nome di Stefano Scaramelli, attuale vicepresidente del Consiglio regionale, originario di Chianciano.

Nelle file del centrodestra la partita per le suppletive acquista un doppio significato: oltre alla massima rappresentanza istituzionale per l’intero territorio - e in caso di vittoria sarebbe un dato clamoroso -, il voto di primavera è un test importante anche per la giunta di centrodestra guidata dal sindaco Luigi De Mossi che a sua volta, può giocare un effetto-traino sul candidato che entrerà in lizza.
I nomi? Anche qui il frullatore delle opzioni è in movimento: tra le tante, c’è l'idea su Mario Agnelli, iperattivo sindaco di Castiglion Fiorentino, vicino alle posizioni di Matteo Salvini e solo un anno fa super-votato per il secondo mandato con oltre il 70 per cento dei consensi. Agnelli è molto conosciuto e apprezzato in Valdichiana e pure in quel di Siena, città alla quale lo lega la passione per il Palio. 

Non solo: il fatto che cinque comuni aretini della vallata dove alle regionali il centrodestra ha stravinto siano compresi nel collegio senese, potrebbe far cadere proprio su Agnelli l’indicazione del commissario provinciale della Lega a Siena Guglielmo Picchi, e prima ancora, del leader Matteo Salvini con cui il sindaco di Castiglion Fiorentino ha un rapporto diretto e ormai consolidato.
Agnelli non si scopre e taglia corto: “Non mi pongo il problema poiché sono solo ipotesi giornalistiche, almeno quelle fatte sul mio nome”. Fine della storia?

Lucia Bigozzi
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