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Sabato 15 Agosto 2026

DISINCANTATO — il Blog di Adolfo Santoro

Adolfo Santoro

Vivo all’Elba ed ho lavorato per più di 40 anni come psichiatra; dal 1991 al 2017 sono stato primario e dirigente di secondo livello. Dal 2017 sono in pensione e ho continuato a ricevere persone in crisi alla ricerca della propria autenticità. Ho tenuto numerosi gruppi ed ho preso in carico individualmente e con la famiglia persone anche con problematiche psicosomatiche (cancro, malattie autoimmuni, allergie, cefalee, ipertensione arteriosa, fibromialgia) o con problematiche nevrotiche o psicotiche. Da anni ascolto le persone in crisi gratuitamente perché ritengo che c’è un limite all’avidità.

Appello all’Assessore ai Trasporti della Regione Toscana

di Adolfo Santoro - Sabato 15 Agosto 2026 ore 07:00

Gentile Assessore, 

Le scrivo questa lunga lettera, che, sono sicuro, Lei non leggerà mai, per riflettere sulle responsabilità che ognuno di noi ha nel distaccarci dalla dipendenza dalla stupidità umana di aver scelto di dipendere da un’economia basata sull’energia fossile.
Ci stiamo infatti comportando come Sansone, quell’Ercole della Bibbia, che, non riuscendo a far pace con se stesso e con la forza bestiale sua e del suo popolo (un sionista ante litteram!), tirò giù le colonne portanti del palazzo in cui era prigioniero e morì gridando: Muoia Sansone con tutti i Filistei! Siamo, dunque, tutti, nel nostro piccolo, dei piccoli e ignoranti Sansone e i Filistei sono il genere umano.
Certo, c’è chi è più di altri un Sansone ignorante è Donald Trump. E lo fa con nonchalance, mentendo. Spudoratamente ha promesso ricchezza agli americani, ma non ha specificato che l’America da arricchire erano i portafogli suoi e dei super-ricchi che lo circondano; farsescamente dice di aver vinto la guerra con gli Houti e con l’Iran, che ridono della farsa; ridicolmente – da buon no-vax, ma dotato di buon senso, come si autodefinisce - ha ridisegnato i vaccini per l’infanzia (senza rendersi conto che il morbillo sta battendo tutti i record negli USA, grazie alla propaganda no vax); tragicamente, in ambito climatico, ha formalizzato l’uscita degli USA dall’Accordo di Parigi, ha interrotto i finanziamenti al fondo perdite e danni per i Paesi vulnerabili, ha definito più volte il cambiamento climatico una truffa, nell’intento di proteggere gli interessi economici legati all’industria dei combustibili fossili, e ha ostacolato i tavoli di negoziato globale sull’effetto serra. E i suoi vassalli hanno seguito docilmente la sua politica negazionista.
Con questa mia lettera, dunque, cerco di dissociarmi dai vassalli di Trump e cerco di aiutarLa a fare scelte politico-economiche che vadano in controtendenza rispetto al vassallaggio dominante. Perché negli imperi – e non solo in quello di Trump – sono i poveri del mondo, prima degli altri, a farne le spese!
* * *
Le conseguenze dell’ostinato negazionismo di Trump e del suo banale – direbbe Hannah Arendt – opporsi alla realtà scientifica in nome del suo presunto buon senso le viviamo, in questi giorni prossimi al Ferragosto, nella siccità prolungata e nelle ondate di caldo estremo, che non rappresentano più un’emergenza isolata, ma rendono manifesto un processo termo-idrologico complesso. Spinto da temperature record e da un’intensa sete atmosferica, il fenomeno sta ridisegnando rapidamente il paesaggio, l’ambiente e il sistema economico del Globo Terrestre. Ma qui voglio soffermarmi soprattutto sull’Europa.
I grandi corsi d’acqua europei – inclusi il Reno, il Danubio e la Vistola – registrano livelli di portata storicamente bassi. A differenza del passato, in cui la siccità era imputabile unicamente alla scarsità di pioggia, oggi i terreni si disseccano rapidamente a causa dell’altissima evaporazione provocata dalle temperature anomale, anche quando le stagioni invernali precedenti hanno registrato discrete precipitazioni. I bacini idrici e le falde sotterranee sono sotto stress severo; ciò ha costretto governi e autorità locali a imporre rigide restrizioni all’uso dell’acqua potabile, come il divieto di irrigazione non essenziale e l’uso di tubi da giardino per milioni di cittadini.
Una conseguenza più tragica è il danno alla disponibilità di cibo e all’agricoltura: crollano i raccolti e le colture-chiave - come frumento, orzo, mais e verdure - subiscono gravi perdite a causa della mancanza di umidità nei momenti cruciali della crescita; la vegetazione riarsa ha bloccato la crescita dei foraggi naturali, costringendo gli allevatori a intaccare in anticipo le scorte di cibo invernali per gli animali, per cui – udite, udite – perfino la Svizzera acquista latte e carne dalla Siberia … mentre – che ipocrisia! – i guerrafondai dell’UE, che comprendono anche alcuni esponenti del Suo partito, si preparano alla guerra con la Russia! E così i consumatori finali – cioè noi tutti – vedono lievitare i prezzi degli alimentari nei supermercati.
La crisi idrica si riflette pesantemente sull’apparato industriale e logistico europeo: fiumi come il Reno sono così bassi che le chiatte commerciali e le navi cargo non possono viaggiare a pieno carico; ne consegue l’enorme aumento del trasporto delle merci su gomma e ferrovia, che fa aumentare i costi e ostacola le catene di approvvigionamento industriale.
Le centrali energetiche subiscono limitazioni operative. Ovviamente non le centrali che vanno a fotovoltaico, ma quelle termoelettriche e – udite, udite – quelle nucleari, che dipendono dall’acqua dei fiumi per il loro raffreddamento. Ma l’energia nucleare non è quella su cui scommette il governo italiano? … un’altra scommessa sulla nostra pelle! E anche alle centrali nucleari francesi raffreddate con acqua di mare non va particolarmente bene a causa delle meduse che ostruiscono i canali di collegamento col mare.
A ciò si aggiunga una generale perdita di produttività della forza lavoro legata alle ondate di calore estremo, che frena ulteriormente la crescita economica dell’Unione Europea.
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La prolungata siccità che affligge l'Europa non è guidata unicamente dalla mancanza di pioggia, ma da una complessa dinamica termo-meteorologica in cui il fattore scatenante principale è l’eccezionale aumento delle temperature. I climatologi e le analisi internazionali, che Trump e i suoi vassalli semplicemente ignorano, evidenziano come la crisi climatica stia profondamente modificando i meccanismi atmosferici tradizionali. Le condizioni meteo responsabili di questa situazione si articolano in diversi fattori chiave:

a) con ondate di calore frequenti e intense, l’atmosfera si comporta come una gigantesca spugna; più l’aria è calda, maggiore è la sua capacità di trattenere l’umidità; di conseguenza, essa succhia e drena rapidamente l’acqua residua dai suoli e dalla vegetazione; questo significa che, anche nelle regioni in cui le precipitazioni invernali o primaverili non sono state catastrofiche, il caldo record consuma l’umidità del terreno a ritmi vertiginosi, trasformando rapidamente periodi di tempo asciutto in episodi di siccità severa;

b) spesso sul continente europeo si stabiliscono robusti campi di alta pressione di matrice subtropicale (strutture di blocco anticicloniche) che durano per settimane o mesi; queste cupole di alta pressione deviano le perturbazioni atlantiche cariche di pioggia verso latitudini più settentrionali o le frammentano, impedendo ai fronti umidi di penetrare regolarmente nel cuore dell’Europa centrale, occidentale e meridionale;

c) i metereologi si sono accorti di un altro fenomeno: la corrente a getto del Nord Atlantico (il flusso d’aria in quota che guida le perturbazioni verso l’Europa) ha modificato le sue fluttuazioni naturali, che sono diventate meno ondulate e più rigide/statiche; questo blocco della circolazione zonale intrappola le configurazioni meteorologiche per lunghi periodi, generando un clima marcatamente polarizzato con piogge alluvionali concentrate in alcune zone ristrette e lunghi periodi di blocco secco e siccitoso altrove.

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Anche l’aumento di temperatura dei mari sta favorendo la siccità, in particolare con i fenomeni di ondata di calore marino, che colpiscono bacini come il Mediterraneo e l’Atlantico settentrionale attraverso alcuni meccanismi:

1. l’eccesso di calore accumulato dalle acque superficiali viene rilasciato continuamente nell’atmosfera sovrastante; questo flusso costante di calore alimenta e stabilizza le cupole di alta pressione (di origine subtropicale) che si stendono sopra il continente europeo; più il mare è caldo, più l’alta pressione tende a radicarsi, bloccando o deviando le perturbazioni atlantiche cariche di pioggia;

2. paradossalmente, un mare più caldo evapora di più, ma questo non si traduce in piogge benefiche ed equilibrate per l’entroterra: l’umidità extra, caricata nell’aria dai mari caldi, spesso si scontra con i blocchi anticicloni, venendo sospinta o condensandosi in modo anomalo solo in mare aperto o sulle fasce costiere immediate; ne conseguono eventi estremi anziché piogge regolari: quando questa umidità riesce a penetrare sulla terraferma, l’energia estrema accumulata tende a scatenare nubifragi improvvisi e violenti piuttosto che piogge costanti e moderate; questo tipo di precipitazione rapida non riesce a infiltrarsi nei suoli aridi e compatti, che finiscono per respingerla provocando scorrimento superficiale e inondazioni, lasciando le falde indifese e assetate.

3. le brezze marine e i venti umidi che spirano dai mari caldi verso le coste perdono la loro capacità di mitigare il clima diventando venti caldi e asciutti; questo vento caldo potenzia ulteriormente la richiesta di umidità da parte dell’atmosfera, accelerando il prosciugamento dei terreni agricoli, dei fiumi e della vegetazione già provati dal caldo.

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In considerazione che le estati saranno sempre più roventi (e anche il prossimo inverno sarà più mite a causa del fenomeno El Niño, quel fenomeno di riscaldamento anomalo dell’Oceano Pacifico, che contribuirà all’aumento del calore globale … lo diceva il Presidente del Senato italiano, che con umorismo da caserma ha detto: Che c’è di strano!? Ai Tropici non si lamentano per questo clima!), del probabile e costoso pedaggio delle navi attraverso lo stretto di Hormuz e del fatto che, prima che siano costruiti gli oleodotti alternativi, passeranno anni, dobbiamo ringraziare l’imperatore Trump per avere affossato – scusi il gioco di parole – l’energia basata sul fossile e, magari, anche quella basata sul nucleare.

I progressi tecnologici del fotovoltaico bussano alla porta! Basta pensare allo sviluppo di nuove tecnologie di accumulo — in particolare le batterie al sodio (come quelle promosse da colossi, come CATL) e le batterie allo stato solido (su cui investono case automobilistiche come Toyota). Viene così superato il vero limite del fotovoltaico: se finora i pannelli hanno prodotto energia di giorno, spesso in eccesso rispetto alla domanda immediata, mentre i picchi di consumo si sono concentrati la sera o in momenti in cui la risorsa solare è assente, con conseguente spreco dell’energia in eccesso va sprecata o sovraccarico delle reti, i sistemi di accumulo avanzati offrono una risposta concreta a questo problema attraverso canali differenti.

Le batterie al sodio rivoluzionano gli accumuli stazionari e la rete: a differenza del litio, il sodio è una risorsa estremamente diffusa, economica e non soggetta alle forti fluttuazioni di prezzo e ai colli di bottiglia geopolitici che gravano sulle catene di approvvigionamento tradizionali; questo rende i sistemi di accumulo molto più accessibili su vasta scala. Le batterie al sodio si prestano benissimo a essere installate nei grandi impianti fotovoltaici a terra, nelle comunità energetiche o nei sistemi di accumulo residenziali: la minore densità energetica rispetto al litio è del tutto irrilevante per i sistemi fissi a terra, dove lo spazio è raramente un problema insormontabile. Le formulazioni avanzate al sodio dimostrano un’eccellente stabilità anche a temperature molto basse, aprendo la strada all’accumulo solare efficiente anche in regioni con climi rigidi o inverni lunghi.

Le batterie allo stato solido (come quelle di Toyota) sostituiscono l’elettrolita liquido infiammabile con un materiale solido); esse nascono principalmente per rivoluzionare la mobilità elettrica, ma avranno ricadute profonde anche sul fotovoltaico. Possono infatti immagazzinare molta più energia a parità di volume e peso e, nel contesto del fotovoltaico, ciò permetterà di realizzare accumuli domestici e industriali estremamente compatti, sicuri e integrati: l’assenza di elettroliti liquidi elimina quasi del tutto il rischio di incendio o di fuga termica, un fattore cruciale per le installazioni di accumulo vicine alle abitazioni o nei grandi parchi solari. Inoltre, promettono un ciclo di vita (numero di ricariche possibili) nettamente superiore.

L’avvento di queste tecnologie sblocca tre grandi barriere che finora hanno frenato la transizione totale verso il fotovoltaico:

a) riduzione dei costi di stoccaggio dell’energia: rendere l’accumulo economico (grazie al sodio) significa che immagazzinare l’energia solare diurna per usarla di notte cessa di essere un lusso costoso e diventa la norma economicamente più conveniente;

b) stabilizzazione delle reti elettriche: i parchi fotovoltaici dotati di batterie avanzate possono immettere energia nella rete in modo stabile e programmabile, risolvendo il problema dei sovraccarichi e dei blackout dovuti all'intermittenza.

c) autonomia e resilienza: a livello locale, case e fabbriche potranno contare su un’indipendenza energetica reale, sfruttando il fotovoltaico non solo come fonte complementare, ma come pilastro primario e continuo della fornitura elettrica.

Questi vantaggi sono validi anche per il trasporto con i traghetti, come quelli della tratta Piombino-Elba. Io ho apprezzato molto la Sua decisione di ridurre da dodici a sei anni il bando per l’affido a una Compagnia privata della gestione di tale tratta: è una sana ammissione della necessità di maggiori informazioni. Mi permetto allora umilmente di suggerirLe come usare costruttivamente questi sei anni! Fossi in Lei, utilizzerei questo tempo in due direzioni: 1) chiederei subito un finanziamento all’Unione Europea al fine di ordinare ad un cantiere uno scafo adatto ai traghetti elettrici (che potrebbe essere costruito in 5 anni), in attesa dell’ordine delle batterie al sodio (che tra 3-4 anni saranno in produzione diffusa); 2) promuoverei la diffusione del fotovoltaico capillarmente anche all’Elba in modo che ciò ricada, oltre che sul risparmio energetico delle famiglie, sulla mobilità terrestre.

Ma chi sono io per immaginare tutto ciò?! Diciamo che mi serve per non sentirmi complice dell’imperatore e dei suoi vassalli … per mettermi l’anima in pace.

E con questo termino questa lettera che non leggerà e La saluto augurandole buon Ferragosto!

Dr. Adolfo Santoro

Adolfo Santoro

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