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Economia Mercoledì 17 Settembre 2025 ore 17:35

L'agricoltura? Un settore da 4 miliardi di euro

trattore

Aumenta il valore dell'economia agricola toscana, che nel 2024 è cresciuto di circa 14 milioni. Traina la vitivinicoltura, crolla la cerealicoltura



TOSCANA — Vola il valore dell'agricoltura toscana, che nel 2024 ha toccato i 4 miliardi di euro (prezzi correnti), circa 14 milioni in più rispetto all’anno precedente: il dato assolutamente positivo è messo a fuoco dall'Irpet (Istituto regionale di programmazione economica) nella sua ultima nota congiunturale.

Al netto del valore dei consumi intermedi, il valore aggiunto è stato di 2,8 miliardi di euro (+9,4% sul 2023), complice in particolare il traino esercitato dalla vitivinicoltura anche se tutti i comparti - cerealicoltura a parte - hanno registrato un segno più. 

"In particolare - è l'analisi degli esperti - sono andate bene le produzioni vegetali e animali, caccia e servizi connessi, con un aumento della produzione del 3,9% e del valore aggiunto del 10,4% (prezzi correnti)". 

E ancora: "Molto bene il comparto pesca, la cui produzione aumenta dell’1,6% (prezzi correnti), con un incremento del valore aggiunto del 13,3%". Lieve flessione, invece, della filiera zootecnica (-0,9% a prezzi correnti)

La performance di spessore è stata centrata a fronte di un andamento bifronte delle voci di costo: riduzione delle spese per energia (-19,4%), concimi (-13,3%) e per i mangimi e altre spese per il bestiame (-6,1%), crescita dei costi per sementi e piantine (+4,9%). Stabili le spese per fitosanitari.

Cerealicoltura in caduta libera

Caso a parte fa la cerealicoltura, esaminata non a caso dagli esperti Irpet in un box specifico. Il 2024 è stata un'annata difficile a livello nazionale, e la Toscana non ha fatto eccezione con cali di produzione del -22,6% a fronte di una media nazionale del -8,7%. 

Vistoso il calo di superficie coltivata, il più elevato di ogni altra regione con perdita media annuale del 6,6% e riduzione di oltre 40mila ettari a grano duro in 10 anni.

"L’andamento particolarmente negativo del grano duro in Toscana ha condizionato la stagione: la quantità prodotta si è ridotta di quasi un terzo, a fronte di una contrazione in termini di valore maggiore (-37,6%)", si legge nella nota. 

La contrazione del grano tenero in Toscana è stata più contenuta (-16,5%) e in linea con la media italiana, a fronte, però, di una perdita in valore maggiore".


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